Speciale – Le 10 reunion hard’n’heavy più attese

Reunion: una necessità per pagare le bollette scadute o sana esigenza artistica? Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Una band che si ripropone nella formazione storica di certo ha la possibilità di tornare nel cuore dei fan come ai suoi tempi migliori, ma spesso il ritorno di uno o più membri di vecchia data non ha propriamente coinciso con esiti discografici brillanti. A volte per proseguire il proprio cammino musicale, altre solo per qualche data dal vivo, un po’ come una rimpatriata tra vecchi amici, ci sono passati in tanti. Black Sabbath, Iron Maiden, Judas Priest, Sex Pistols, Mötley Crüe, solo per citarne alcuni, perchè la lista sarebbe ben più lunga. Noi di Metallus.it abbiamo deciso di dedicare questo speciale proprio alle reunion, facendo alcune ipotesi sul futuro di gruppi rock e metal ben conosciuti. Alcune sono praticamente nell’aria, altre invece sembrano la trama di un film di fantascienza. Poco importa, siamo sicuri che tutte siano certamente desiderate!

AUDIOSLAVE

AudioslaveI Soundgarden sono rinati e la stessa sorte potrebbe toccare anche agli Audioslave. Ci chiediamo come il buon Chris Cornell possa dividersi tra due gruppi e una carriera solista di certo non priva di soddisfazioni e impegni. Tuttavia, poche settimane prima dell’uscita del nuovo album solista “Higher Truth”, il vocalist di Seattle dichiara ai microfoni del magazine britannico Total Guitar di essere totalmente favorevole ad una reunion con quei “ragazzi fantastici” come il nostro li definisce, parlando inoltre dell’esistenza di molto materiale extra, ad oggi ancora inedito. A quanto pare Chris sembra aver definitivamente superato quei “conflitti personali irrisolvibili e divergenze musicali” che nel 2007 portarono allo scioglimento della band, che giusto l’anno prima centrava di nuovo il bersaglio con l’ottimo “Revelations”. Ma Tom Morello cosa ne pensa? Reduce dagli impegni con Bruce Springsteen e galvanizzato dall’esperienza con il Boss, il chitarrista, intervistato di recente da Lucas Gordon, ha dichiarato di essere al lavoro su di un album solista di musica rock e che al momento i piani con i Rage Against The Machine e con gli Audioslave non prevedono nulla di concreto. Ci sarà dunque una speranza all’orizzonte? Staremo a vedere! (Andrea Sacchi)

CELTIC FROST

Celtic FrostUn’altra reunion dei Celtic Frost? Sarebbe grandioso, ma per il momento l’ipotesi sembra irrealizzabile. Per la verità Thomas Gabriel Fischer e Martin Eric Ain avevano già ricongiunto il loro percorso artistico nel 2000, per poi dare alle stampe “Monotheist” nel 2006. Un album certamente buono ma forse arrivato in ritardo. Dopo l’uscita del disco, che per il leader significò sacrificio, tempo e risorse (ricordiamo che la band lo autofinanziò per averne il controllo artistico) iniziò un periodo non certo positivo collimato in una grossa delusione, citando le parole che il nostro ha tenuto in un’intervista per DCHeavyMetal.com e la successiva, seconda separazione. E a quanto pare non c’è proprio storia, visto che il gruppo ha persino rifiutato un’offerta di circa centomila euro per esibirsi soltanto un’ora nella cornice del Wacken Open Air. E aggiunge Thomas: Tutto quello che mi sento di fare, creativamente parlando, voglio farlo con i Triptykon”. Non ci resta dunque altro se non goderci questo validissimo progetto, ad oggi autore di due ottimi album in studio, “Eparistera Daimones” del 2010 e “Melana Chasmata” del 2014. (Andrea Sacchi)

GUNS N’ ROSES

Guns n'RosesQui bisogna decidere prima di tutto se stiamo parlando della reunion di una band o piuttosto di una vera e propria telenovela. Certo, il desiderio di rivedere in scena sullo stesso palco la band nella sua storica formazione deve essere talmente forte da fare in modo che qualsiasi piccolo commento relativo alla questione venga amplificato a dismisura dalla stampa specializzata. Le voci hanno cominciato a farsi più insistenti quando Slash ha dichiarato che ormai l’ascia di guerra con Axl Rose è stata seppellita, una dichiarazione rilasciata appena un mese dopo l’uscita dalla band dell’attuale axeman DJ Ashba. Subito dopo sono iniziate a circolare voci su una possibile apparizione della band nella storica formazione di “Appetite For Destruction” nel corso dell’edizione 2016 del festival australiano Soundwave Festival e, pochissimi giorni fa, di un altro ipotetico reunion show, questa volta in Portogallo. Badate bene, si parla sempre e solo di voci, rumori di corridoio e ipotesi basate tutte su congetture; non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte di nessuno, né di qualche promoter né, soprattutto, da parte del deus ex machina Axl Rose, che potrebbe essere l’unico a definire veramente la situazione. Il che equivale a non avere niente in mano, conoscendo la personalità a dir poco particolare del frontman, che potrebbe cambiare idea venti volte nel corso di un mese. Tenete quindi a freno il vostro entusiasmo, almeno per il momento, almeno come misura preventiva per evitare la delusione se poi non succedesse niente.

Le voci di reunion inoltre sembrano focalizzate per ora intorno a due personaggi, cioè Axl e Slash; Matt Sorum, interrogato sulla questione, ha preferito non rispondere, Izzy Stradlin tace (forse non viene neanche interrogato in merito), Duff McKagan si dedica ai suoi (mediocri) progetti solisti, ogni tanto si presta a qualche collaborazione con alcuni dei suoi ex compagni (ma mai tutti insieme) e sull’argomento reunion disse solo: “Potrebbe accadere, come potrebbe anche non accadere”. Una risposta chiara, no? Steven Adler, infine, sembra avere sconfitto il demone dell’alcolismo, ha affermato di essere all’oscuro di tutto e, con una leggerissima punta di vittimismo, che se succedesse, lui sarebbe l’ultimo a saperlo. Tra dichiarazioni, detti e non detti, ipotesi e trame, la telenovela va avanti, ancora senza nessun punto fermo e senza nessuna certezza. Ci rivediamo alla prossima puntata, ma non illudiamoci troppo (Anna Minguzzi).

HELLOWEEN

helloween-band-1988Tenendo conto di quanto sia stata travagliata la storia della band tra fine ottanta e primi novanta, immaginarsi una reunion sarebbe stato a dir poco impensabile, almeno fino a poco tempo fa. In primo luogo perché tutti gli ex membri hanno una loro carriera soddisfacente, e poi perché le personalità in ballo non sono di quelle che si possono definire malleabili. Negli ultimi anni però gli animi si sono calmati e una band come gli Unisonic (con Kiske e Hansen) testimonia che la vera questione da risolvere è tra loro e Weikath. Se però un a vera e propria reunion che pensioni l’attuale line-up degli Helloween pare essere pura utopia, una reunion a tempo, per un tour o qualche evento mirato potrebbe essere più una mera questione di soldi.

Nel corso degli ultimi anni l’argomento è infatti tornato fuori spesso e anche se Kiske parrebbe aver tirato su un muro, “Non ci sarà nessuna reunion”, allo stesso tempo ha aggiunto “Certo, se mi dessero 2 milioni di euro sarei uno stupido a non farlo”. Weikath stesso ha aperto alla possibilità, “Ci sarebbe di che divertirsi e tirare su un po’ di soldi”. Per ora tutto è rimasto in sospeso, ma siamo pronti a scommettere che prima o poi questa cosa si farà. La vogliono i fan, la vorrebbe il music business e anche agli ex membri in fondo non dispiacerebbe. Basta solo trovare la formula giusta e mettere d’accordo tutti, impresa ardua, ma non impossibile. (Riccardo Manazza)

LED ZEPPELIN

Led-ZeppelinInutile girarci attorno, la reunion dei Led Zeppelin in questo momento è probabilmente seconda, in termini di attesa, solo a quella dei Guns N’ Roses. Non vogliamo partire dalla preistoria, ma il 10 dicembre 2007, il sogno di migliaia di fan del rock si realizzò: Jones, Plant e Page di nuovo sul palco insieme insieme a Jason Bonham, per il primo concerto dei Led Zeppelin dopo l’esibizione del 1988, in occasione del tributo a Ahmet Ertegun, fondatore della Atlantic Records. 20 milioni di richieste per i biglietti all’evento, questo dice tutto. Di quel concerto ne è la testimonianza “Celebration Day”, live album uscito qualche anno dopo. Da quel concerto, le voci e i rumors di una reunion permanente si sono susseguiti senza sosta e pare proprio che l’intenzione iniziale fosse quella, perlomeno di Jones e Page, seguiti dal fedele figlio di Bonham. Plant da subito riluttante, fu presto sostituito nei piani della band da altri possibili nomi altisonanti del panorama rock: Steven Tyler e Myles Kennedy, che conferma le prove con la band. Purtroppo ad inizio 2009 il progetto venne definitivamente accantonato.

Da lì in poi, Page e Plant non si sono risparmiati a confondere le idee dei fan degli Zeppelin. Page, in occasione dell’uscita di “Celebration Day” nel 2012 dichiarò: “Sono trascorsi quasi cinque anni dal concerto di O2 e devo dire che ho pensato che ce ne sarebbero stati altri dopo di quello”. Plant, inizialmente il più riluttante, però riapre alla possibile reunion ad inizio 2013, con una dichiarazione che fece molto scalpore: “Gli altri due ragazzi (Jones e Page) sono del segno del Capricorno. Non parlano molto. Sono molto riservati in quello che dicono e lasciano la palla a me….ma non sono io il cattivo ragazzo. Dovete vedere i Capricorni – Io non ho niente da fare nel 2014“. Un anno dopo però sarà proprio lo stesso Plant a smentire categoricamente la possibilità di rivedere gli Zep sul palco: “Quante possibilità ci sono che i Led Zeppelin si riuniscano?” “ZERO” e ancora:  “Non possiamo fare qualcosa all’altezza, il peso delle aspettative sarebbe troppo grande”. Ad inizio ottobre è anche Page ad allontanare ogni dubbio: “Tutto quello che ho da dire è che l’idea della reunion mi sembra improbabile”. Si arriva così a novembre 2014 quando spunta una presunta offerta plurimilionaria da parte di Richard Branson, patron della Virgin, che Plant avrebbe rifiutato, rumor smentito sia da Branson che da Plant. E’ di Jimmy Page però l’ultima dichiarazione, rilasciata ad agosto 2015 in occasione delle ristampe a sua cura del catalogo Zeppelin: “Non prevedo di farlo ancora, perché dobbiamo concordare tutti sul farlo e concordare per le giuste motivazioni”. (Tommaso Dainese)

MISFITS

misfits2Diciamoci la verità, piacerebbe a tutti vedere i Misfits ancora ignoranti e cazzoni come ai vecchi tempi. Lì, con il loro devilock di un metro e mezzo a cantare di fidanzate stuprate e delle abitudini impudiche dei teenagers marziani. Dopo la folgorazione sulla via di Damasco di Jerry Only, il nuovo corso della band è diventato decisamente meno “estremo” e i nostri hanno assunto un’immagine paciosa e cartoonesca. E se Glenn Danzig tornasse a portare un po’ di chaos? Ipotesi forse non irrealizzabile, secondo noi. Intervistato di recente da Loudwire, il buon Jerry ha dichiarato che una reunion con Glenn è assolutamante fattibile, purchè il vocalist rinunci all’alone malvagio che si porta appresso. Insomma, secondo Jerry la band ha un obbligo verso i fan: “…molti di loro sono giovani e dobbiamo dare un segnale positivo.” Difficile credere che il dolce Jerry possa redimere il burbero Glenn, eppure ecco che a sorpresa, in occasione dell’uscita del nuovo album solista “Skeletons”, Mr. Danzig torna con il painting dello Skullface, trucco di scena dell’epoca Misfits. Casualità o semplice provocazione che sia, ci piace pensare che due più due faccia ancora quattro. (Andrea Sacchi)

PANTERA

Pantera+panSentire parlare di una reunion dei Pantera ha esaltato e allo stesso tempo fatto inorridire molti fan. La domanda è banalmente se possono esistere i Pantera senza Dimebag Darrel, e la risposta è altrettanto banalmente: no. Ogni tanto però la questione torna all’ordine del giorno e di recente è stato John Reese, manager e produttore del Mayhem Festival a tornare sull’argomento. Di certo l’impatto mediatico ed economico sarebbe importante, ma la cosa non sarò certo facile da realizzare. Anche se il primo sponsor sembrerebbe essere proprio Phil Anselmo, che in un’intervista di qualche mese fa si era dichiarato favorevole. “Fosse per me lo farei subito, ma la verità è che se non hai la disponibilità da parte dei membri viventi, non se ne può fare niente. ”, le sue parole. Concetto ribadito ancora più di recente. “Parlare continuamente di una reunion dei Pantera non mi infastidisce per nulla. L’opportunità ci sarebbe anche, ma la verità è che è molto difficile che la cosa si concretizzi… Con Rex ci sentiamo, ma anche se non posso parlare per Vinnie, credo che lui abbia deciso di andare oltre e proseguire con la sua vita. “ Non ci sono state in realtà smentite recenti da parte degli altri protagonisti, ma proprio Vinnie Paul non pare essere mai stato d’accordo, tant’è che disse nel 2014: “La gente vuole un sacco di cose, ma se Van Halen morisse, chiedereste a Zakk Wylde di entrare nei Van Halen? Questa cosa non sarà mai fatta.” Direi che più chiaro di così. E ci permettiamo di essere completamente d’accordo con Vinnie sull’argomento. (Riccardo Manazza)

POISON

poisonDifficile parlare di reunion in casa Poison, dal momento che non abbiamo ancora capito quale sia lo status attuale della band. Ciò che è certo è che la band non intraprende un vero e proprio tour dal 2012 (Rock Of Ages Tour) conclusosi nel settembre dello stesso anno. Da quel momento, solo sporadici concerti, senza continuità. Lo split però si consuma in modo lento e un po’ anomalo, senza una vera e propria rottura all’interno della band. Tutto inizia nel settembre 2014 quando Rikki Rockett, batterista della band, lascia intendere che per il 2015 ci sarebbero stati dei piani per andare in tour con la band: “ci sono delle cose che stiamo pianificando per la prossima primavera, ma vedremo”. Rockett però dichiara di voler lavorare in modo assiduo con i Devil City Angels, band in cui milita anche Tracii Guns, sorta di super band del Sunset.

A gettare benzina sul fuoco è poi Bret Michaels, che pochi giorni dopo dichiara: “So che succederà. Sono passati degli anni. Vogliamo solo mettere insieme il giusto pacchetto e festeggiare con tutti”. Michaels, nella stessa intervista, dichiara anche di non escludere un nuovo studio album della band. E’ però Rockett, già refrattario, a smorzare gli entusiasmi pochi giorni dopo: “Non conosco onestamente nella realtà come stiano le cose. Bret dice un sacco di cose. Non dirò che succederà o meno, perché veramente non ne so nulla. Non so perché Bret abbia detto queste cose […] Per quanto ne so, non c’è nessun tour dei Poison”. Fondamentalmente da questo punto in poi i due membri della band inizieranno a prendere le distanze, con Rockett seguito dal resto dei Poison. Ad inizio ottobre è di nuovo Michaels che conferma quasi al 100% il ritorno della band dal vivo… ma senza Rockett! “Nel 2015, come Poison saremo in tour, probabilmente dopo il weekend del Memorial Day. Penso di riunire tutti gli originali. Saremo C.C. DeVille, Bobby Dall e il sottoscritto”, una dichiarazione che probabilmente non piacque a Rockett. Lo stesso Rockett però cerca di far rientrare l’emergenza split con rassicurante: “In realtà, non è successo niente di male con la band. Sicuramente stiamo cercando di mettere insieme un tour e se avrà senso, lo faremo […] I Poison non si sono mai sciolti. Continueranno finché la cosa avrà senso”. Pochi giorni dopo però compaiono online sul sito di Michaels, delle foto di alcune prove per un concerto privato che i Poison avrebbero tenuto da lì a poco.

Per alcuni mesi calano i riflettori sul possibile tour dei Poison nel 2015. Ma è nella primavera 2015 che si riaccende la questione, quando compaiono i The Special Guests, sostanzialmente i Poison senza Brett Michaels, al cui posto troviamo Brandon Gibbs, voce anche dei Devil City Angels con Rockett. La band si esibisce in diversi contesti, in una versione più “sobria” rispetto al full show dei Poison. E’ di nuovo Rockett a parlare, spiegando come si fossero create delle occasioni per suonare dal vivo che Michaels non fosse interessato alle offerte, anche per gli impegni con il suo progetto solista: “Non parlo con Bret da mesi. A questo punto, penso preferisca starsene da solo. Penso che voglia evitarci”. Aspettiamo ulteriori sviluppi… (Tommaso Dainese)

RAINBOW

rainbow turner blackmoreTutti i discorsi legati a un possibile ritorno sullo stesso palco di Ritchie Blackmore e Joe Lynn Turner sono nati da una dichiarazione di alcuni mesi fa in cui Turner dichiarava: “Ritchie ha voglia di fare del rock, e noi lo faremo insieme”. Ora, la prima parte della frase è senz’altro vera, dato che Blackmore ha annunciato i quattro show esclusivi in Europa in programma per la prossima estate in cui tornerà a suonare finalmente i vecchi classici del suo repertorio. Per quanto riguarda la seconda parte i dubbi permangono, dato che Blackmore ha anche dichiarato: “Il cantante che ho scelto è veramente emozionante”, il che farebbe pensare a un volto nuovo e non al ritorno di Turner sul palco. Senza l’accoppiata Blackmore / Turner non ha senso parlare di reunion dei Rainbow. Ce lo dimostra il fatto che fino ad ora, la cosa più vicina a una reunion è stata la parentesi Over The Rainbow, di cui facevano parte, oltre a Turner, Bobby Rondinelli, Tony Carey (poi sostituito da Paul Morris) e Greg Smith. Alla chitarra, purtroppo, c’era il Blackmore sbagliato, vale a dire il figlio Jürgen, un decimo della personalità e dello stile del padre. Forse potremo fare luce su qualche punto oscuro in più appena Ritchie Blackmore svelerà i nomi dei musicisti che andranno in tour con lui per le famose quattro date estive, ma per il momento sembra impossibile parlare di un ritorno dei Rainbow (Anna Minguzzi).

SEPULTURA

sepulturaA differenza di altre situazioni, una reunion dei Sepultura nella formazione originale non solo sarebbe largamente possibile, ma pure largamente auspicabile per le parti in causa, visto che né la band pare vivere un momento di grossi consensi, né i fratelli Cavalera ci sembrano essere al massimo della loro carriera, avendo inanellato una sequenza di dischi tutt’altro che imperdibili. Se infatti gli ex-membri illustri si sentono in diritto di rilasciare dichiarazioni pesanti come “i Sepultura oggi sono una merda” (Max Cavalera), oppure “i Sepultura sono una band finita” (Igor Cavalera), ma anche attestati che testimoniano un po’ di nostalgia come “Siamo super orgogliosi di quello che abbiamo fatto con i Sepultura in passato” (Igor), vuol dire che quando viene fuori il nome della band le emozioni sono ancora tante. I proclami rilasciati dallo stesso Max di recente sembrerebbero durissimi: “Non posso perdere il mio tempo a parlare dei Sepultura. Non credo ci sarà mai una reunion, non puoi semplicemente premere il tasto rewind e tornare indietro”. E tempo addietro Andreas Kisser ha liquidato l’argomento come un costante “Pain in the ass”. Ma la verità è che non bisogna mai dire mai in questo ambiente e si sono visti in passato dietro-front anche più impensabili. (Riccardo Manazza)

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  1. Lidio

    Che cacate di Band

    Reply

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