Pink Floyd: Roger Waters potrebbe suonare “The Wall” in una location molto particolare

Il 73enne Roger Waters continua ad avere idee importanti sia a livello musicale che a livello politico. Dopo avere già mostrato in altre occasioni la sua disapprovazione verso il nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Waters ha annunciato la sua intenzione di eseguire la mastodontica opera dei Pink Floyd, “The Wall“, alla frontiera tra Stati Uniti e Messico, dove dovrebbe essere eretto il già annunciato muro di separazione tra i due Stati. La notizia è arrivata in occasionre della presentazione di “Their Mortal Remains”, una mostra in celebrazione dei 50 anni dall’uscita del singolo “Arnold Layne”, alla quale Waters ha presenziato insieme al co-fondatore Nick Mason. Prima che questo avvenga però, secondo Waters, sarà necessario che sia chiara la presenza di un coro di voci unanime contro questa azione politica; sarebbe anche interessante sapere se il concerto, nel caso in cui si svolga, avrà luogo sulla parte americana del confine o su quella messicana. In ogni caso, Waters non è nuovo a questo tipo di concerti. Chi c’era nel 1990 si ricoderà dell’ersecuzione di tutto “The Wall” alla Porta di Brandeburgo alcuni mesi dopo l’abbattimento del Muro di Berlino.

BERLIN, GERMANY – SEPTEMBER 04: Roger Waters Performs ‘The Wall’ at Olympiastadion on September 4, 2013 in Berlin, Germany. (Photo by Adam Berry/Redferns via Getty Images)

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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  1. andre

    si però ora ha stancato! oltre a snaturare il significato originario dell’opera sta diventando anche ridicolo….
    eccesso di presenzialismo…non è che dovunque ci sia un muro ci deve essere lui a pontificare!

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  2. metAlpera

    Sul significato originario dell’opera penso non possa esprimersi neppure l’autore. Nessun autore di nessuna opera, intendo.

    E purtroppo non credo si possa biasimare neppure l’ennemillesima ripetizione dell’opera stessa. Certi dischi sono oramai usciti dalla dimensione dell’arte e sono entrati in quelli della religione. E come ogni religione hanno una ritualità.

    La ritualità di The Wall è quella di essere ripetuto ogni volta che serve, o che c’è un muro di qualsiasi tipo.

    Poi il fatto che nonostante tutto continuino a sorgere muri e continuino ad essere ammazzate persone in nome di un qualsiasi Dio va a tutto discapito dell’efficacia dei rituali religiosi, ed infittisce il mistero della cosiddetta intelligenza umana.

    La vita è stupida…

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    • andre

      il significato originario di the wall è nella storia dei pink floyd e basta documentarsi per conoscerlo. poi se vogliamo fare discorsi filosofici è un altro paio di maniche direi…
      se uno mi parla di pace nel mondo e bei sentimenti con alle spalle il poster del suo ultimo dvd puoi anche essere roger waters ma per me diventi solamente un cialtrone, altro che ritualità…

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      • metAlpera

        Per carità, concordo. Dico solo che Roger Waters è diventato Roger Waters grazie alla stessa cialtroneria (sua e dei fan), che ora gli fa portare The Wall sotto i muri di tutta la galassia. Siamo tutti un po’ cialtroni, anche noi “gentili ascoltatori”. Possiamo solo sperare che ci siano più cialtroni che suonano e ascoltano opere come The Wall, piuttosto che cialtroni che producono e consumano monnezza… In questo senso non biasimo Waters perché è anche grazie alle sue cialtronate che si può ancora portare avanti una tradizione di musica di qualità.

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  3. andre

    solo sofismi…il significato dell’opera è noto e basta documentarsi….

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  4. metAlpera

    Si. Lo so che sono sofismi. Ma non è semplice distinguere tra la cialtroneria dei musicisti e quella degli ascoltatori. E non è facile capire fino a quando questa cialtroneria al cubo sia positiva o meno.

    Probabilmente non lo è mai. Ma se non ci fosse stata non esisterebbero pink floyd iron maiden e via dicendo. Solo per scomodare alcuni nomi che, piacciano o meno, hanno fatto la storia del rock.

    Rimango dell’opinione che il significato di un’opera d’arte possa cambiare nel tempo. E se non cambia significa che aveva poco da dire.

    E ribadisco che fare una religione di qualsiasi opera signoficativa è tanto stupido quanto necessario.

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