Pearl Jam: pubblicato il libro “Not for You – I Pearl Jam tra passato e presente”

Comunicato stampa:

Collana Chinaski Edizioni – Il Castello Editore

Ronen Givony

Not for You – I Pearl Jam tra passato e presente

La biografia più approfondita e aggiornata sui paladini del rock di Seattle.

Not for You – I Pearl Jam tra passato e presente è la prima biografia completa sul gruppo più importante degli Stati Uniti, da Ten (1991) a Gigaton (2020). Imbattibile nell’analizzare i momentichiave di una carriera unica nel suo genere fin dagli esordi, l’autore Ronen Givony sviscera ogni
turning point, ogni evento che ha condotto i Pearl Jam dove sono ora. Con approfondimenti, materiale e interviste esclusivi, il volume fa luce sugli aspetti meno sondati di un’epopea che, apparentemente risaputa, cela invece dei retroscena che sono la grande novità del libro. Not for You
è un omaggio ai fan del complesso. In parte storia sociale, in parte biografia, è il primo trattato completo sull’odissea dei Pearl Jam e sull’impatto culturale che hanno avuto. Ecco, quindi, i dettagli dietro il primo incontro di Eddie con i compagni; i dietro le quinte del cult generazionale
Singles; il rapporto con Kurt Cobain e le strette amicizie con la scena artistica contemporanea; l’incontro con Bill Clinton; l’incomprensibile licenziamento del batterista Dave Abbruzzese; le fiere posizioni politiche e l’attivismo sociale; il supporto a una serie di campagne umanitarie che hanno accompagnato alcuni degli anni più magmatici del mondo intero, non ultime quelle contro la guerra…

Questi e molti altri sono i topic su cui Givony punta con efficacia la lente d’ingrandimento. Senza dimenticare la vera protagonista: la musica. Passando in rassegna centinaia d’esibizioni documentate dai bootleg di casa Pearl Jam e da YouTube, Ronen conduce il lettore in un viaggio che sbanda con innocenza fra idealismo e concretezza, illuminazione e scoramento, slancio e ripiegamento su se stessi. Not for You riesce a cogliere tutte le mutazioni e le rigenerazioni del complesso, mettendone in discussione anche gli aspetti più osannati e contestualizzando l’aurea salvifica della proposta dei Pearl Jam al di là del fenomeno grunge. I loro album continuano a essere ben più di una colonna sonora di vita, quanto piuttosto uno specchio onesto e consolante delle istanze più intime e fondanti dell’animo umano. Quest’idealismo, questo romanticismo esasperato
rappresentano l’essenza stessa dei Pearl Jam. Basta immergersi nella lettura di Not for You per sentirne l’abbraccio. Prefazione di Giuseppe Ciotta, critico musicale e autore dell’acclamata biografia In Catene – I Giorni di Layne Staley e gli Alice In Chains (2019).
L’americano Ronen Givony ha scritto anche 24 Hour Revenge Therapy (2018), su uno dei gruppi più amati da Kurt Cobain: gli Jawbreaker. Musicista classico, Givony è il fondatore della Wordless Music Orchestra, definita dall’autorevole New Yorker: “L’orchestra più innovativa di New York!”. Nato a Miami nel 1977, oggi lavora come producer per spazi da concerto e festival, negli Stati Uniti e all’estero.

La collana: Dopo quindici anni d’iniziative editoriali molto apprezzate, Chinaski Edizioni è oggi una collana musicale pubblicata da Il Castello Editore. Diretta dal suo fondatore Federico Traversa, presenta i migliori scrittori di settore, italiani e internazionali. Dopo gli osannati Rock Is Dead (F.T. Sandman ed Epìsch Porzioni), Ozzy – La Storia (Ken Paisli), The Heroin Diaries (Nikki Sixx) e Dust N’ Bones (Jake Brown), Not for You di Ronen Givony è il nuovo tassello che Chinaski aaggiunge alla sua poliedrica proposta di letteratura musicale.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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