Paradise Lost: Nick e Greg parlano della scena agli esordi della band

Comunicato stampa:

Il libro è stato chiuso, ma la vicenda non è finita: i PARADISE LOST hanno intinto la loro penna nell’inchiostro per aggiungere un altro capitolo alla loro oscura e cupa storia di death doom e gothic metal. In questi tempi difficili, la leggenda britannica di Halifax è la droga che obnubila il dolore, l’amante che ci libera dal dolore, la storia che brama di essere raccontata. “Obsidian”, il nuovo album dei PARADISE LOST, uscirà il 15 maggio.

Prima di iniziare a scrivere un’altra storia di successo, Nick e Greg ricordano il loro passato e in particolare come fosse la scena ai loro esordi.

Il sedicesimo disco in studio dei PARADISE LOST“Obsidian”, rifugge l’impostazione macabra e circoscritta dei suoi immediati predecessori, in favore di una più ricca e dinamica messe di sfumature nere. Dall’eleganza ingannevole e le atmosfere duplici dell’opener “Darker Thoughts” fino al doom barocco di “Ravenghast”“Obsidian” rivela una band perfettamente in grado di padroneggiare un’ampia gamma di idee vitali. In particolare, il disco contiene diverse canzoni che attingono in gran parte dall’amatissimo rock gotico degli anni Ottanta: tra i nuovi inni dei PARADISE LOST “Ghosts” dominerà le piste da ballo dei club goth.

Formatisi ad Halifax, West Yorkshire, nel 1988 i PARADISE LOST erano degli improbabili candidati alla gloria del metal quando uscirono fuori dall’ombra e si infiltrarono nell’underground britannico. Ma non contenti di aver generato un intero sottogenere con il capolavoro death/doom “Gothic” o di aver conquistato il metal mainstream con la potenza sfacciata di “Draconian Times” del 1995, hanno successivamente attraversato con abilità e grazia i confini di più generi, evolvendosi attraverso la maestria dell’alt-rock oscuro dei classici degli anni Novanta “One Second” e “Host”, fino alla vigorosa ma elaborata magniloquenza di “Faith Divides Us – Death Unites Us” (2009) e “Tragic Idol” (2012), come solo i grandi maestri possono fare. Gli ultimi due album della band – “The Plague Within” (2015) e “Medusa” (2017) – hanno segnato un ritorno alla filosofia brutale e old school. Acclamati come una delle band live più carismatiche del metal, i PARADISE LOST giungono nel nuovo decennio come dei veterani, leggende e figure celebri per diverse generazioni di oscuri metallari. Perfettamente in linea con il loro infallibile rifiuto di dare alla luce quanto ci si aspetterebbe da essi, il 2020 porta con sé una delle creazioni più variegate e devastanti dei PARADISE LOST.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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