Operation: Mindcrime: il concept di “The Key” e della trilogia

Molti pensavano che il nuovo progetto Operation: Mindcrime di Geoff Tate, fosse una continuazione del concept dei due album usciti sotto monicker Queensryche. Invece, lo stesso Tate, smentisce il collegamento nella narrazione, ammettendo di aver recuperato il “brand” solo per un fatto di continuità nella forma del concept, nonché per risultare riconoscibile ai propri fan. Tate inoltre ci ha svelato alcuni dettagli della storia che viene narrata nella trilogia, in particolare nel primo capitolo “The Key“, uscito a settembre per Frontiers. Ecco un estratto dalla nostra intervista.

E’ un po’ un mistero. Sono un po’ riluttante a parlarne a dire il vero. “The Key” è il primo album di una trilogia, ne è la premessa. Quando abbiamo dei bambini, spendiamo la maggior parte del tempo a insegnare ai nostri figli, a programmarli in un certo senso, trasmettendogli la nostra visione della realtà e quello che noi abbiamo imparato a nostra volte. Parlo anche delle cose basilari, come i nomi dati alle cose: il cielo, la terra. Definiamo la realtà dei nostri figli, come la nostra fu definita dai nostri genitori. Nella storia ci sono quattro personaggi principali che sviluppano una tecnologia per vedere la realtà in un nuovo modo. Questo ha un potenziale enorme; a causa di questa tecnologia sorge un conflitto tra i quattro personaggi. Alcuni di loro vogliono sviluppare la tecnologia per brevettarla e immetterla nel mercato, cercando di diventare miliardari, spinti dall’’innovatività della tecnologia. Gli altri personaggi invece realizzano che questa tecnologia può aiutare il Mondo e dovrebbe essere donata all’umanità. Da questo nasce il conflitto. In “The Key” viene introdotta questa tecnologia, viene spiegato cosa sia, vengono introdotti i quattro personaggi e il conflitto che poi si svilupperà.

Vi ricordiamo che Geoff Tate sarà in Italia proprio con il progetto Operation: Mindcrime a dicembre per tre date:

2 Dicembre – Trieste – Teatro Miela
3 Dicembre –  Roma – Traffic
4 Dicembre – Brescia – Colony

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tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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