Mogwai: live in Italia

HOMEOPATHIC Recordings in collaborazione con sPAZIO211
orgogliosamente presenta:

martedì 12 luglio 2011
@
sPAZIALE FESTIVAL 2011

MOGWAI

I MOGWAI sono senza dubbio il punto di riferimento della scena post-rock mondiale.
A distanza di 5 anni dalla loro ultima esibizione a Torino, la band di Glasgow ritorna in autentico stato di grazia dopo aver pubblicato quest’anno il settimo album “Hardcore Will Never Die, But You Will”, unanimemente accolto da pubblico e critica come la migliore produzione degli ultimi dieci anni della loro carriera.

Le loro leggendarie esibizioni live li hanno resi un gruppo di culto in ogni parte del pianeta ed il concerto a sPAZIALE 2011 si preannuncia essere uno degli spettacoli più attesi dell’estate 2011. Prevendita caldamente consigliata!

www.mogwai.co.uk
www.myspace.com/mogwai
www.facebook.com/mogwai
twitter.com/mogwaiband

www.homeopathicrecords.com
www.spazio211.com
produzione:
www.rever-se.com

IN PREVENDITA I BIGLIETTI COSTANO MENO
18 euro + diritti in prevendita  //  22 euro alla cassa la sera del concerto

PREVENDITE disponibili presso:
www.ticketone.it
Teatro Colosseo: www.teatrocolosseo.it
Via Madama Cristina 71 – Torino
Biglietteria aperta: lunedì – sabato 10 – 13 / 15 – 19
011/6698034 – 011/6505195

::: INFORMAZIONI AL PUBBLICO :::
12 Luglio 2011 presso sPAZIO211 – Parco Sempione in Via Cigna 211, 10155 Torino – ITALY
apertura porte ore 19.00 – inizio concerto ore 21.00 | ingresso 18€ + diritti di prevendita – 22€ alla cassa la sera del concerto
info@homeopathicrecords.com in collaborazione con sPAZIO211

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Mogwai: Live Report della data di Milano

Certo non è una musica facile da riproporre sul palco quella dei Mogwai. Atmosfere intimistiche e sognanti, minimalismo esecutivo, trame dilatate… si rischia di annoiare il pubblico.

E invece la magia degli album si ricrea tutta sul palco, anche se muta pelle. Il minimalismo e la eccessiva rarefazione dell’ultimo ‘Happy Songs For Happy People’ sono abbandonati in favore di un approccio leggermente più robusto. Si presentano addirittura sul palco con tre chitarre, per un tappeto sonoro vigoroso, ma sempre trascinante e atmosferico. Poi Barry torna alla sua naturale collocazione alle tastiere, e ci sono episodi assolutamente dilatati a sussurrati, ma sapientemente alternati a picchi distorti e psichedelici, a volte in maniera talmente repentina da fare sussultare di sorpresa il pubblico.

E’ incredibile come molti degli stereotipi del rock siano presenti anche questa sera, pur in un gruppo tanto lontano (post?) dal genere, musicalmente. Come ogni concerto che si rispetti anche questo è la celebrazione di un ego, nella fattispecie quello del chitarrista folletto Stuart Braithwaite. E’ lui al centro del palco, saldamente piantato nella postazione del frontman, con gli altri a fargli da cornice tutto intorno, anche Barry che pure interpreta le poche parti vocali presenti (tutte rigorosamente distorte). E’ Braithwaite che parla con il pubblico (ha il microfono esclusivamente per questo, anche se lo usa molto poco), è lui che accentra su di sé l’attenzione. Che pure è molto meno focalizzata sul palco rispetto a tante altre occasioni, in quanto i Mogwai creano una situazione di deriva interiore, anche dal vivo, che porta molti dei presenti a viaggiare dentro di sé accompagnati dell’incedere ipnotico dei brani; spesso cullati e trasportati dalle atmosfere sognanti, a volte bruscamente riportati alla realtà dalle esplosioni elettriche, sempre totalmente magnetizzati e coinvolti.

Il tutto per poco meno di 40 minuti, dopodiché i cinque lasciano il palco. Per farvi ritorno, e ripetere poi la scena ancora una volta (si parlava di stereotipi del rock…). Alla fine lo spettacolo dura quasi un’ora e mezza, sempre su livelli di intensità notevoli, senza mai cali di tensione o di attenzione, per la completa soddisfazione di tutto il pubblico.

Una piccola nota sui presenti: non credevo che il pubblico di un gruppo così obliquo si presentasse tanto compatto e omogeneo: quasi tutti venticinquenni coi capelli sparati, vestiti quasi in divisa d’ordinanza (maglioncino con zip e toppe sui gomiti, pantaloni con tasconi, converse….), con una omologazione che nemmeno a un concerto del più defender tra i gruppi defender. Che sia ora per tutti di uscire dal ghetto?

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