Michael Kiske: il cantante spiega le ragioni della reunion con gli Helloween

Michael Kiske, in una recente intervista a TNT Radio Rock, ha chiarito le motivazioni alla base della sua decisione di prendere parte alla reunion degli Helloween. Di seguito i passaggi più significativi.

Riguardo a come abbia riallacciato i rapporti con il chitarrista Michael Weikath, Kiske ha risposto:

Beh, si tratta di una lunga storia; non è accaduto così, da un giorno all’altro. Tutto è iniziato quando qualcosa dentro di me, negli ultimi 3-4 anni è cambiata, senza che io me ne accorgessi. Credo che fosse lo Sweden Rock Festival del 2013… Weikath mi incontrò e la prima cosa che mi disse fu: ‘Cosa ho fatto di così tanto male a tal punto da non potermi perdonare?’ Questa è stata la prima frase che lui mi ha detto dopo tutti questi anni. Ho realizzato quindi che dentro di me lo avevo in qualche modo perdonato, e l’avevo già fatto da tanto tempo senza rendermene conto. Ecco come sono andate le cose. Tornando agli anni passati dopo aver lasciato gli Helloween posso dire che sono cresciuto, migliorato e anche i periodi difficili che ho attraversato mi hanno aiutato a maturare a livello umano e ora non sono più arrabbiato. A volte, quando racconto la mia esperienza, non è così scontato che tutti possano capire. Nonostante tutto ho realizzato che dimenticare tutto quello che era successo e riallacciare i rapporti non è stato poi così difficile, anzi… non solo, ho capito che era giusto fare quello che ho fatto e ne sono felice.

Kiske continua:

Negli ultimi anni i ragazzi degli Helloween stavano mandando dei segnali molto chiari. In moltissime interviste hanno sempre dichiarato che avrebbero voluto fare una reunion e fare un tour insieme con Kai. Inizialmente ero un po’ confuso – non so perchè tra l’altro – ma era una buona cosa da fare. Questi segnali sono diventati evidenti quando, dopo un grande show con gli Unisonic in Spagna nel 2014, Kai mi ha detto: ‘Se non faremo più niente sotto il monicker Helloween siamo dei completi idioti’. Io gli ho risposto: ‘Sai Kai, io ci sto’. Kai si è dato veramente da fare perchè le cose riuscissero come si deve; ha giostrato tutto nei modi e nei tempi adeguati. É stato veramente in gamba.

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