Max Cavalera: storie di bevute dalla sua biografia

Ecco un aneddoto estratto da “My Bloody Roots: From Sepultura to Soulfly And Beyond” di Max Cavalera, riguardo all’abitudine dell’artista ad alzare un po’ troppo il gomito:

Io mi diverto bevendo. Non l’ho mai visto come un problema. Alcune delle cose più belle della mia vita le ho fatte da ubriaco. Avevo un compagno di bevute, un tale Maurinho, era il mio miglior amico. Ci siamo conosciuti quando avevo circa 16 anni, erano gli inizi della band. Questo ragazzo amava i Sepultura, mi incoraggiava sempre, diceva che prima o poi ce l’avremmo fatta. Era un ragazzo piuttosto minuto, ma conosceva il karate, il tai kwon do e altre arti marziali… Insieme abbiamo partecipato a molte risse! Era in grado di annientare avversari enormi! Era divertente far parte di tutto ciò. Anche io me la cavavo bene, da ubriaco. Ero incredibile. Una volta, all’interno di un bar, un tizio cominciò a criticare me ed i Sepultura: inevitabilmente la discussione si spostò all’esterno del locale. Dopo alcuni colpi gli sferrai una pietra sulla testa. Tornato a casa vidi le mie scarpe ricoperte di sangue e mi chiesi se quel ragazzo fosse ancora vivo. Maurinho, che aveva assistito alla scena, mi ha detto che mi sono preso cura di quel ragazzo

Max Cavalera Man Must Die

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