Max Cavalera: “La morte di Dimebag Darrell mi ha aiutato a riconciliarmi con mio fratello”

Anche un evento terribile come un assassinio può essere fonte di qualcosa positivo. In una recente intervista, infatti, Max Cavalera ha raccontato della riconciliazione tra lui e il fratello Igor, dopo diversi anni di separazione, e di come anche la morte di Dimebag Darrell sia servita in qualche modo a fargli aprire gli occhi sul suo legame con il fratello.

Igor lasciò i Sepultura e poi mi chiamò. E’ venuto tutto da lui, perchè io stavo aspettando. Mi dicevo: “Non so se questa situazione cambierà mai, ma sono passati dieci anni senza che ci parliamo, e fa schifo, perchè lui è mio fratello e gli voglio bene. E non dovrebbe essere così”. Ma grazie a Dio lui mi ha chiamato e abbiamo fatto pace, ed è stato il benvenuto nella mia famiglia. Poi abbiamo dato vita ai Cavalera Conspiracy, che sono una grande band. Mi piace il nostro primo disco, “Inflikted”, è venuto fuori veramente bene. Adesso ci stiamo davvero divertendo. Penso anche che quello che è successo a Dimebag mi abbia aiutato un po’ a farmi aprire gli occhi, perchè anche lui aveva un fratello nella band, Vinnie Paul. Ho visto Vinnie dopo la sua morte, e ho avvertito il dolore che provava. Fatti come questo ti fanno ricordare che bisogna godere di ogni momento insieme. Ora sto veramente bene con mio fratello. E’ molto diverso da prima…quando ero nei Sepultura, non mi importava, mi andava bene qualsiasi cosa. Ma adesso, quando facciamo musica insieme, o come quando abbiamo suonato tutto l’album “Roots” alla fine dell’anno, è tutto divertente ed emozionante. E’ così bello che la nostra amicizia e il nostro legame di sangue siano tornati. Abbiamo fatto conoscere i nostri figli, lui ha conosciuto i miei figli e lui ha fatto un paio di regali a Zyon, come dei prodotti per la batteria fatti in Brasile. Adesso siamo uniti. E’ stato difficile stare lontani per dieci anni, è stato stressante e triste, ma è la vita. Bisogna andare oltre, e noi siamo andati oltre. E adesso il futuro è bello. Continueremo a fare sempre più lavori insieme, e la famiglia crescerà sempre di più.

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anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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