Max Cavalera: “Io e Igor avremmo dovuto cacciare via quei due stronzi”

In una recente intervista, rilasciata in prossimità delle prime date del “Return To Roots” tour con il fratello Igor, Max Cavalera ha buttato un occhio sul suo passato e ha ricordato il momento della sua uscita dai Sepultura alla fine del 1996 e della conseguente nascita dei Soulfly. Durante la sua dichiarazione, Cavalera non ha risparmiato parole di fuoco nei confronti degli altri due membri della band, il chitarrista Andreas Kisser e il bassista Paulo Xisto Pinto Jr.; i due musicisti non sono mai citati esplicitamente, ma il riferimento è più che chiaro.

Ripensandoci adesso, quello è stato un momento davvero difficile della mia vita, perchè non avevo mai pensato prima di lasciare la band. Il primo mese, non volevo neanche suonare, pensavo di averne abbastanza. Volevo solo sballarmi e ubriacarmi, e non mi importava di niente. Poi, a poco a poco, ho iniziato a scrivere del materiale e tutto è ricominciato a venire fuori, ed è stato bello perchè sono tornate le stesse sensazioni di come ero prima. I riff, le strutture, i ritornelli, tutto questo era molto simile. Ma è stato un periodo difficile e sono contento che sia finito, non tornerei mai indietro a quel periodo. Il primo album dei Soulfly piace a molti, molti dicono che è il loro preferito. Forse è perchè c’era un po’ di disperazione in quel disco. E’ come quando hai perso tutto e devi ricominciare da capo con quello che hai. I Sepultura erano molto vicini al mio cuore; erano come un figlio per me. Ora, dopo che è passato tutto questo tempo e ci ripenso adesso, penso che io e Igor avremmo dovuto cacciare via quei due stronzi e tenerci il nome; non so perchè non l’abbiamo atto. A quel tempo, non avevamo il modo di pensare adatto per farlo, quindi me ne sono semplicemente andato.

max & igor cavalera

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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