Manowar: nuovo comunicato dopo la cancellazione all’Hellfest

La notizia della cancellazione del concerto dei Manowar all’Hellfest lo scorso fine settimana sta assumendo i toni di una telenovela. La curiosità in particolare è su quali siano state le cause che hanno portato alla cancellazione, un aspetto che fino ad ora non era stato chiarito. I Manowar hanno però pubblicato, alcune ore fa, un secondo comunicato, più lungo del primo, in cui esprimono il loro punto di vista sulla vicenda:

A proposito della cancellazione all’Hellfest.

La nostra performance all’Hellfest programmata per il 21 giugno 2019 NON è stata cancellata dalla band; è stata cancellata dagli organizzatori dell’Hellfest tramite il loro annuncio apparso nei loro siti web.

Nei giorni precedenti l’Hellfest, in Svizzera, Grecia e Bulgaria, tutti hanno visto l’imponente produzione che ha portato in vita “The Kingdom Of Steel”. Noi l’abbiamo portata all’Hellfest perchè siamo andati là per suonare.

Abbiamo lottato per dare ai nostri fan la performance che avevamo promesso loro lo scorso anno all’Hellfest, ma non siamo stati supportati dai promoter all’Hellfest, che hanno scelto di non onorare i loro obblighi contrattuali e hanno pensato che potevano comportarsi in modo sleale verso di noi e verso i nostri fan.

Quelli di voi che hanno chiesto informazioni sul rimborso dei biglietti dovrebbe contattare il punto vendita dove ha acquistato il biglietto, oppure direttamente gli organizzatori dell’Hellfest, dato che sono loro i responsabili.
Attualmente stiamo cercando tutte le soluzioni possibili che ci siano consentite dalla legge.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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