John Petrucci: “”Pull Me Under” è il brano più importante della carriera dei Dream Theater”

Era prevedibile che, nel momento in cui i Dream Theater si sono imbarcati nel loro tour celebrativo per i 25 anni di “Images And Words“, la band avrebbe dovuto rispondere a una serie di domande su quello che rimane ad oggi uno dei loro album più celebri. E’ capitato anche a John Petrucci, che ha riferito le sue impressioni sull’album e sull’effetto che esso, e in particolare un brano, ha avuto sulla carriera della band.

“Pull Me Under”fu una sorpresa per tutti, perchè “Pull Me Under” è…dura più di otto minuti, nessuno pensava che sarebbe stato un singolo. Il fatto che il brano sia stato trasmesso in radio non aveva niente a che vedere con i Dream Theater, ma, per qualche motivo, deve avere fatto breccia nei cuori delle persone, perchè in tanti chiamavano le stazioni radio e chiedevano: “Chi è questa band? Mio Dio! Voglio riascoltare quel pezzo”. Così la palla di neve è cresciuta e “Pull Me Under” è diventata un rock radio hit. E mi ricordo che all’epoca vivevo in New Jersey, sulla ccosta orientale, ho acceso la radio e la sentivo dappertutto. E’ stata una bellissima sensazione.

Nel corso della stessa intervista è stato chiesto a Petrucci se ritenesse che “Pull Me Under” sia il pezzo più importante per i Dream Theater. La risposta di Petrucci:

Sì. Probabilmente sì. Se pensi a quello che ha fatto per noi quando il nostro futuro era ancora incerto, ci è stata veramente di aiuto. Ci ha permesso di passare da un gruppo di ragazzi che vanno in giro in furgone, suonando per poche persone nei club a una band che adesso fa tour internazionali con una carriera così lunga e produttiva. Chi lo sa? Forse senza quel tipo di spinta iniziale, non avremmo mai ottenuto il successo che abbiamo ora. Voglio dire, chi può dirlo? Forse ci saremmo arrivati lo stesso. Non lo so, ma certamente ci ha aiutati molto.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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