Joel Hoekstra: “preferisco quando tutti possono registrare per conto proprio”

In occasione dell’uscita di “Dying To Live”, marchiato Joel Hoekstra’s 13, abbiamo intervistato il chitarrista e artista di grande livello Joel Hoekstra. Joel ci ha rivelato come è venuto fuori questo disco. Di seguito un estratto della nostra intervista.

Avete registrato l’album tutti assieme o in sessioni differenti?

Abbiamo registrato tutto separatamente, tranne che per le parti vocali registrate da Russell, in cui io ero con lui. Nella mia esperienza, anche come session man, mi sono reso conto che spesso riesci a dare il meglio di te quando lavori da solo, perché c’è molta autoconsapevolezza, puoi suonare molte tracce e provare cose differenti, senza sentire la pressione di tutti che ti guardano. Personalmente preferisco quando tutti possono registrare per conto proprio, perché penso che questo aiuti tutti a tirare fuori quello che vogliono veramente suonare. questo è stato il mio stile quando ho suonato con musicisti come Vinnie Appice e Tony Franklin, riuscivo a tirare fuori il meglio di me. Lo stesso è successo nel nuovo album perché, anche se tutti hanno suonato bene, penso che ciascuno abbia potuto anche tirare fuori meglio la propria personalità, il che ha reso il  disco un lavoro più simile a quello di una band, non come se ci fossi stato solo io che dicevo a tutti cosa suonare.

Joel Hoekstra

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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