Joel Hoekstra: la musica di Randy Rhoads “mi ha veramente aperto gli occhi”

Quanti chitarristi ha influenzato il mitico Randy Rhoads? Incredibile come con soli due album con il Madman (più la precedente esperienza Quiet Riot), sia stato in grado di rivoluzionare in modo così radicale le menti di tanti musicisti, dando vita a brani e solo di chitarra immortali. Ne abbiamo parlato con Joel Hoekstra.

Oh, beh, è stato un onore. Randy Rhoads è stato una grandissima influenza per molti di noi; mi ricordo ancora di quando sono tornato a casa con l’audiocassetta di “Blizzard Of Oz” e di averlo adorato. Per me Randy è stato una grande fonte di ispirazione perché ha mescolato lo stile classico con il rock, e siccome anche i miei genitori sono musicisti classici, io stesso ho un background molto legato alla musica classica. Al primo ascolto non mi sembrava granché, perché mi aspettavo di ascoltare del rock, preferivo gli AC/DC e i Black Sabbath. Randy è riuscito a unire il rock con la musica classica e basta ascoltare i brani di “Blizzard” o di “Diary Of A Madman” per sentire le influenze della chitarra classica. Mi ha veramente aperto gli occhi e ha influenzato molto la mia infanzia.

Joel Hoekstra

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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