Joe Lynn Turner: “Bisogna fare qualcosa di grande per meritarsi il nome Rainbow”

Joe Lynn Turner continua a parlare di Ritchie Blackmore e del suo progetto di tornare ad esibirsi, con il nome di Ritchie Blackmore’s Rainbow, su alcuni palchi europei per suonare brani del suo repertorio rock. A Turner dà probabilmente fastidio il fatto di non essere compreso in questa reunion, ma al tempo stesso il cantante non intende abbandonare il progetto di tornare sul palco sempre con il nome Rainbow. Ecco le sue ultime dichiarazioni in merito:

Penso che Doogie White abbia detto tutto meglio al mio posto. Ha detto: “Sai Joe, quelli non sono i Rainbow fino a quando non incidono un album e non fanno un tour”. E io ho detto: “Sono d’accordo con te, Dooohie”, perchè è la verità. Finchè non scrivi dei brani, tutto questo non avrà senso, bisogna fare qualcosa di grande per meritarsi il nome Rainbow…se si facessero altre cose, la nostra eredità, sia che si parli di Ronnie – Dio lo benedica – o di Graham o di me stesso, o di Doogie, perderà di importanza. Perchè chiunque altro tranne noi ppuò entrare a far parte dei Rainbow? Non sono d’accordo. Io volevo creare una vera e propria reunion dei Raiinbow. Ho parlato a Carole Stevens, la manager di Ritchie, un anno e qualche mese fa, e non sto scherzando. Hanno detto che stavo delirando perchè dicevo che Ritchie avrebbe fatto ancora rock; la stampa ha detto un sacco di stronzate su di me. Sono stufo di tutto questo, perchè voi della stampa siete un mucchio di idioti e non ve ne rendete conto. E la manager di Ritchie non è voluta andare avanti con l’accordo multi milionario che le avevo proposto, con la UMG, la Universal Music Group, per un DVD in HD, che sarebbe potuto andare al primo posto nelle classifiche insieme a “Appetite For Democracy” di Axl Rose. Ho anche parlato a Rick Franks di Live Nation, e lui voleva farci prendere parte ai maggiori festival internazionali. Invece con mia sorpresa, e shock, ho scoperto che Ritchie non voleva fare niente di tutto questo. Perchè? Non lo saprò mai. Ho i miei sospetti e ho letto molti commenti scritti dai miei fan sui loro sospetti, e credo che alcuni di questi siano corretti. Ma non so davvero perchè. E’ un peccato, perchè credo che i fan se lo meritino. Volevo fare qualcosa di straordinario, come cantare i brani di Dio, i brani di Bonnet…di tutti. Richiamare Bob Daisley al basso…e ho parlato con un po’ di persone, e tutti erano d’accordo. Quindi non lo so. E’ davvero un peccato.

ritchie blackmore rainbow

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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