Heavy Metal: Judas Priest e Slayer usati per sviluppare il pensiero scientifico

Il mondo della musica metal e quello della psicologia sembrerebbero essere totalmente separati l’uno dall’altro. In realtà, uno psicologo canadese, Rodney Schmaltz, ha cercato di stabilire una connessione tra le due realtà e ha da poco pubblicato un articolo con cui vuole dimostrare che il metal può essere uno spunto per permettere agli studenti universitari di sviluppare il pensiero scientifico, analizzando in particolare l’influenza della musica sul comportamento umano. Lo spunto è nato dall’analisi di due fatti di cronaca avvenuti negli anni 90, quando Judas Priest e Slayer furono accusati di avere incitato rispettivamente, per mezzo dei loro brani, il suicidio di due ragazzi e l’assassinio di una quindicenne da parte di altri due adolescenti. Per quanto riguarda il caso dei Judas Priest (e del messaggio subliminale che avrebbe spinto i ragazzi al suicidio), Schmaltz suggerisce di far lavorare gli studenti a uno studio sull’influenza dei messaggi subliminali sul comportamento umano:

Il caso dei Judas Priest può portare a un’interessante discussione in classe su come situazioni straordinaria richiedano requisiti straordinari. L’affermazione che un messaggio subliminale percepibile ascoltando un brano al contrario possa portare qualcuno al suicidio è un’affermazione fuori dall’ordinario. Agli studenti si può richiedere di descrivere come testerebbero in modo sperimentale l’impatto dei messaggi subliminali sul comportamento, facendo seguire una discussione in classe su come siano state condotte le ricerche attuali. Si tratta di un esempio per aiutare gli studenti a capire meglio la manipolazione delle variabili e i problemi di generalizzazione. Almeno nel caso dei messaggi subliminali, gli studenti impareranno che la musica non conduce a comportamenti problematici o pericolosi.

Il caso di cronaca legato agli Slayer viene invece preso ad esempio per un possibile studio della relazione causale tra heavy metal e comportamenti devianti:

Agli studenti può essere chiesto di definire la natura di questa affermazione, ed esplorare le prove che la sostengono. Queste prove sono sufficienti a dimostrare che esiste una relazione causale tra heavy metal e comportamenti problematici e devianti? Un approccio per uno studio ulteriore può essere quello di dividere gli studenti in due gruppi e farli agire come avvocati difensori o di accusa nel caso dell’omicidio connesso alla musica degli Slayer. Il caso non andò a processo, dato che gli assassini avevano una storia pregressa di comportamenti criminali, droga e abuso di alcol, e altri fattori che dimostravano chiaramente che l’ascolto della musica degli Slayer non aveva portato a quei terribili crimini. I casi come quello degli Slayer e dei Mayhem possono portare a una fruttuosa discussione di gruppo a proposito di come la correlazione non corrisponda alla causalità.

In sintesi, l’articolo conferma che nessuno dei crimini che sono stati associati alla musica metal è stato causato dalla musica stessa. Al tempo stesso però, questi casi possono essere utilizzati dagli studenti di psicologia come spunto per sviluppare il proprio pensiero scientifico e ideare a loro volta degli esperimenti di vario genere. Per chi fosse interessato, ecco il testo completo dell’articolo.

05 Helloween-Pubblico - 31 Gennaio 2016 - Milano - Alcatraz - Metallus.it

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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