Fleshgod Apocalypse: “il re rappresenta la possibilità di scegliere e di opporsi”

Una riconferma veramente notevole quella dei Fleshgod Apocalypse, band italiana che ormao si sta affermando in tutta Europa e negli States, che hanno pubblicato nei primi giorni di febbraio, il nuovo album “King“, opera interessante e complessa. Ne abbiamo parlato con Tommaso Riccardi che ci ha spiegato il concept a sostegno dell’album e come questo possa essere trasportato nella nostra realtà odierna. Ecco un estratto dalla nostra intervista.

Questa volta abbiamo voluto parlare di una corte immaginaria, ponendola come periodo storico a metà ‘800, e ogni pezzo parla di un personaggio che ne fa parte. Questi personaggi interagiscono fra di loro e, dando spazio anche alla cronologia della storia, questa cosa si vedrà anche nei video, ai quali teniamo sempre molto come a dei piccoli film: la storia è su due livelli nel senso che ogni personaggio viene descritto attraverso gli aspetti che lo caratterizzano ma allo stesso tempo anche al rapporto con gli altri, soprattutto con il re.

La corte è una metafora del nostro tempo, una crisi di valori umana, morale e filosofica: il re rappresenta l’unico aspetto positivo di tutti questi personaggi, il mondo antico, i valori, le cose più vere che tutti conoscono, mentre gli altri personaggi rappresentano le tentazioni, le cose che cercano di erodere questo mondo più vero e più reale; tutti i personaggi della corte tentano di manipolare, erodere questo re e distruggerlo, mentre il re rappresenta la possibilità di scegliere e di opporsi alle cose che influenzano i valori veri come l’amore, la giustizia e tutto ciò che si sa essere “la retta via”.

La crisi, anche storicamente parlando, avviene quando ci si dimentica di essere una goccia nell’oceano, quando ci si dimentica di avere la responsabilità di opporsi e combattere, senza dimenticare il passato, i suoi insegnamenti e i suoi valori: tutto ciò si può anche evincere dalla copertina, un re fiero e stanco, consumato, con i fili che lo tengono, una marionetta che è sopraffatta dalla situazione che lo circonda.

Vi ricordiamo che sono sempre online la nostra recensione di “King” e l’intervista a Tommaso Riccardi.

Fleshgod Apocalypse - King

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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