Escuela Grind: il video della nuova canzone “All is Forgiven”

Comunicato stampa:

La band di metal estremo del New England ESCUELA GRIND pubblicherà il nuovo album “Memory Theater” il 30 settembre su MNRK Heavy. Prodotto da Kurt Ballou, il disco – il primo per MNRK Heavy (High On Fire, Crowbar) – contiene nove tracce di musica underground tagliente e rovente che infuria e fa tutto a pezzi in egual misura. “Memory Theater” è preordinabile QUI

Oggi gli ESCUELA GRIND svelano il video della nuova canzone, “All Is Forgiven”, che il gruppo definisce “uno spaccaossa”. Diretto da Michael Jari Davidson (Alice in Chains), l’intensissimo video mescola realtà e realtà virtuale.

La band suonerà al 2022 Psycho Las Vegas festival e poi a inizio settembre intraprenderà un tour di ventitré date negli Stati Uniti con in apertura i brasiliani Test.

La musica può essere terrificante, ma lo spirito che anima gli ESCUELA GRIND è un messaggio di emancipazione. Mentre distrugge i confini musicali, il quartetto attacca l’idea di “gatekeeping” con altrettanta ferocia. Ogni volta che Katerina Economou, Jesse Fuentes (batteria), Kris Morash (chitarra) e Tom Sifuentes (basso) si riuniscono, si scatena un’apocalisse sonora. Gli ESCUELA GRIND danno vita a un nuovo mostro di hardcore metallico dai cadaveri putrefatti del grind e della power violence con esplosive percussioni e caos.

“Memory Theater”, il secondo album degli ESCUELA GRIND, è più corto di sette minuti rispetto a ‘Reign in Blood’ degli Slayer, ma con alcune canzoni che superano i tre minuti, è decisamente epico per gli standard del grindcore. Dopo la pubblicazione di diversi dischi split, una manciata di EP (tra cui “GGRRIINNDDCCOORREE” e “PPOOWWEERRVVIIOOLLEENNCCEE”, entrambi pubblicati nel 2020) e il full-length “Indoctrination”, le nove canzoni di “Memory Theater” offrono un viaggio quasi psichedelico nell’anima del genere. Il titolo dell’album fa riferimento a un concept storico specifico, la costruzione di uno “spazio” a partire dalle proprie idee, conoscenze e percezioni interne. Architetto di professione, Economou esplora la filosofia, la politica e la sperimentazione esperienziale, costruendo una sorta di struttura in mezzo alla cacofonia musicale della band.

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