Ecco i vincitori!

Ecco le creazioni dei due vincitori del concorso degli Unsane, che hanno risposto nel modo più “creativo” alla domanda:

“Perchè vuoi andare al concerto degli UNSANE gratis?”

Alessandro Maria Beghi

Nel 1991 usciva per matador records uno dei dischi più importanti della decade, e contemporaneamente in una ridente cittadina dell’ohio nasceva il sottoscritto. mio padre quella mattina venne svegliato da una chiamata del st.mary’s charity hospital dove mia madre svernava in attesa del lieto evento.

– mr patterson, sono l’infermiera neuchatel. a sua moglie si sono rotte le acque.

sbattendo un ginocchio contro il comodino di plexiglas mio padre joshua si precipitò giù dal letto, si infilò i pantaloni di fustagno e una camicia di flanella a scacchi, e corse giù per la strada verso la sua camaro verde del ’78. due minuti dopo correva per saratoga boulevard col suo bolide color dell’erba dei campi d’erba dell’ohio.

– mr patterson, di qua – gli dissero non appena entrò scarmigliato e rosso in viso nella hall del st.mary’s. seguì un’infermiera dalla divisa color dell’erba dei campi d’erba dell’ohio per i corridoi dell’ospedale fino a una porta così targhettata: 358.

– la prego, entri – gli disse sorridente la donna.

mio padre annuì senza aprire bocca.

“cazzo.. mio figlio.. appena entro lo vedo.. tra le braccia.. chissà com’avrà gli occhi.. forse me forse no.. e lei? tuttapposto.. magari le complicazioni.. però infermiera..”

– papà lo interruppi.

“avrebb.. ma! .. papà..”

– papà dissi ancora.

“parla! oddiosanto..”

– figlio – rispose.

– ti voglio bene, pap..-

non feci in tempo a terminare la frase che uno scuolabus giallo guidato da un folle vestito di rosso e carico di bambini zainettati e vocianti entrò dal l muro che dava sulla strada e si portò via mio padre per sempre, splattandolo come una zucca contro il reparto pediatria.

il folle vestito di rosso venne giudicato incapace di intendere e di volere per aver ascoltato l’omonimo degli unsane, comprato in un negozio di dischi di quietville la mattina stessa. si chiamava delroy mcsandoval. probabilmente è ancora rinchiuso nel manicomio di trelmaine.

Per questo che oggi vi chiedo di restituirmi simbolicamente mio padre con il dono di un biglietto per il concerto degli unsane.

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ogni riferimento a persone o avvenimenti reali è puramente casuale.

Gianluca Taraborelli

Non ho conosciuto gli UNSANE molto tempo fa, a dirla tutta sono stato attirato dalla copertina di “scattered..”con tutto quel sangue nella vasca da bagno e mi sono detto..cazzo, è proprio questo l’immaginario sangue & mmerda che ho sempre coltivato nella mia bollente testolina.

..se solo avessi saputo che ascoltando il cd sarei stato travolto dalla quantità smodata di blood shit & sludge!

Insomma gli UNSANE hanno tutto ciò che mi fa sbarellare in un gruppo “core” -Riff circolari e ossessivi

-Noise, rumori stridenti che ti fan cadere i denti

-Voce sguaiata e disperata (ma con una certa spavalderia di fondo che non guasta) -basso marcio, con le corde che grondano sangue, fango e qualcos’altro che odora di morte che non ho ancora messo a fuoco, eroina forse

Unico difetto: leggermente troppo lenti secondo me, ma metti che dal vivo sono più lanciati il problema non si pone.

Se a tutto ciò che è elencato sopra ci aggiungi che fino a 6 mesi fa li davo per spacciati e mi ero rassegnato a immaginarmi solamente un loro concerto nei tardi 90’s Ecco che veramente la data unica italiana degli UNSANE si profila come IL CONCERTO DELLA VITA.

spero di essere stato convincente.

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