Decapitated: “Siamo pronti a tornare sulle scene musicali”, parola del chitarrista Waclaw “Vogg” Kieltyka

Negli ultimi mesi del 2017, i Decapitated sono stati al centro dell’attenzione, non tanto per i loro meriti musicali, quanto per il processo che li ha visti protagonisti negli Stati Uniti con gravi accuse di rapimento e stupro da parte di una donna.

La recente di decisione del pubblico ministero della Contea di Spokane di archiviare tutte le accuse mosse contro la death metal band polacca per inattendibilità della testimone ha di fatto consentito ai Decapitated di essere liberi e poter tornare in patria dopo alcuni mesi di detenzione nelle carceri americane.

Waclaw “Vogg” Kieltyka, chitarrista della band, tramite un post pubblicato su Facebook ha dichiarato quanto segue:

Siamo innocenti, siamo liberi e siamo pronti a tornare sulle scene. Questi ultimi mesi sono stati i peggiori di tutta la nostra vita. La prigione è un posto orribile. 96 giorni trascorsi in prigione più un mese fuori di prigione durante i quali abbiamo fatto i conti con la paura, lo stress, la depressione e persino la violenza. Sono stati tempi durissimi, specialmente per le nostre famiglie. Essere detenuti in un altro paese con accuse gravi sul tuo conto è un’esperienza estrema che non auguriamo a nessuno. Tutto ciò ha causato a noi e alle nostre famiglie molti giorni di angoscia e molti notti insonni. Il tour annullato ha comportato un grave perdita in termini di profitto, ovvero tutto ciò che serve per sostenere la nostra attività di musicisti e le nostre famiglie, ma la cosa peggiore è che tutta questa vicenda ha segnato la nostra reputazione professionale in una comunità musicale che abbiamo sempre amato e di cui siamo sempre stati parte.

Sfortunatamente, durante il periodo di detenzione, non potevamo comunicare con l’esterno e ciò ha favorito la diffusione di tante notizie e di svariati post sui social media che contenevano informazioni errate date in pasto ai fan e alla comunità metal. Non potevamo rilasciare dei comunicati ufficiali in qualità di band. Noi per primi non potevamo sapere come si sarebbe evoluta tutta questa vicenda. Questa impossibilità di comunicazione da parte nostra ha generato una reazione a catena in quanto le persone che erano sconvolte a causa delle false notizie sul nostro conto hanno iniziato a dar vita ad una narrazione falsa; senza nemmeno conoscere i fatti hanno iniziato ad accusarci e si sono sentiti in dovere di dire la loro riguardo il nostro caso giudiziario. Tutte queste narrazioni sono diventate presto di dominio pubblico. Nell’era di internet è veramente facile rovinare qualcuno, la sua vita, la sua famiglia, la sua carriera.

Per tutti coloro che ancora non sanno nulla a riguardo: il caso giudiziario è stato chiuso. Tutte le accuse mosse contro di noi sono cadute.

Le parole fanno male. Le parole sono importanti. La verità è importante.

Non possiamo accettare e mai accetteremo una qualsiasi narrazione fatta sul nostro conto. Per questo motivo abbiamo scelto di tornare di nuovo insieme come band. Sappiamo chi siamo.

Vogliamo ringraziare famiglie, amici, altre band, i nostri incredibili fan per aver creduto in noi e per averci sostenuto durante questa terribile esperienza; i nostri avvocati Steve Graham, Karren Lindholdt, Chris Bugbee, Jeffry Finner, il nostro management e la nostra label.

Ci sarà sicuramente la possibilità, in futuro, di discutere su come pianificheremo il nostro ritorno sulle scene musicali, ma ora, la cosa più importante è riavere indietro le nostre vite, ritornare alle persone e ai luoghi da cui siamo stati allontanati, ritornare a ciò che consideriamo più prezioso di noi stessi.

“Dal dolore alla forza” è un motto sempre valido.

Grazie a tutti voi per la vostra pazienza.

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