Death Angel: “penso che lo streaming sia una buona cosa”

Abbiamo intercettato Ted Aguilar, chitarrista dei Death Angel, poche ore prima dello show della band al Colony di Brescia, lo scorso 21 luglio. Oltre ad alcune interessanti novità sul nuovo album della band e sul recente “A Thrashumentary“, Aguilar ci ha detto la sua sullo stato attuale dell’industria musicale e sul fenomeno dello streaming.

Ora una domanda più generale. Conosciamo bene la situazione attuale dell’industria musicale. Secondo te, scrivere e registrare un nuovo album ha ancora un suo valore o è soprattutto un modo per mettere in moto altre attività come appunto i live?

Penso che fare uscire nuovi album abbia ancora un senso. Per noi almeno, siamo cresciuti facendo questo, è nel nostro DNA. Chiaramente l’industria è cambiata e sta cambiando: prima il download illegale, ora la musica è praticamente gratis con i servizi di streaming. Ma questo non cambierà il nostro modo di scrivere e registrare e in generale di lavorare. La cosa numero uno resta ancora la musica. Non possiamo pensare che perché l’industria cambia, allora abbasseremo i nostri standard e la qualità di quello che facciamo. Siamo molto orgogliosi di quello che facciamo e della musica che suoniamo,  quindi andremo avanti nel nostro lavoro. Continueremo a registrare nuova musica e se la gente deciderà di rubarla… cosa possiamo farci? Non possiamo pretendere comunque che la gente venga a vederci suonare e basta. In ogni caso, ci saranno sempre dei fan che acquisteranno la nostra musica. Bisogna semplicemente adattarsi  a quello che succede. Capisco che molti artisti sono frustrati dallo stato delle cose, siamo tutti frustrati ma non penso che questa situazione cambierà nel breve periodo… quindi non ci resta che andare avanti, comporre buona musica e suonare degli ottimi show, sperando comunque che portando uno show di qualità, magari la gente poi possa comprare anche la nostra musica.

E la questione streaming come la vedi?

Ci sono molti vantaggi e svantaggi… ma in generale io la vedo in modo positivo. Lo streaming funziona perché la gente non paga; d’altro canto la qualità è nettamente peggiore rispetto a quella di un CD o un vinile. Questa è la differenza principale. Il vantaggio però è che da l’accesso a milioni di brani, ovunque tu sia e questa è una cosa ottima. Sento molte lamentele riguardo al fatto che non si ottengono molti introiti dallo streaming, soprattutto da parte delle band. Questo è senz’altro un problema, ma non ho molta conoscenza in merito. In ogni caso penso sia una cosa buona, per farsi conoscere. La cosa migliore ovviamente, come faccio anch’io, è quella di ascoltare in streaming e poi se ti piace l’album te lo compri. Quando ascolti un CD o un vinile suona in maniera completamente diversa. In ogni caso penso che lo streaming sia una buona cosa.

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tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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