Colony Open Air 2017: gli organizzatori spiegano un po’ di cose

Il week end è terminato e con esso cala il sipario sulla prima edizione del Colony Open Air. O forse sarebbe il caso di dire che è calato il sipario sull’aspetto musicale del festival (fondamentale anch’esso, ci mancherebbe), mentre a bocce ferme, come era stato promesso, gli organizzatori nella persona di Roberto Rosa, mastermind del Circolo Colony, hanno iniziato a spiegare tutta una serie di problematiche e variazioni dell’ultimo momento subentrate dal giorno prima del festival. Queste problematiche hanno riguardato in primo luogo un ulteriore cambio di location (dall’area esterna del PalaBrescia a quella interna), con conseguenti variazioni nella presentazione delle band in cartellone (si è passati dai previsti due palchi a un palco solo) e nella durata dei concerti; inoltre, è subentrato il divieto di vendita di bevande alcoliche all’interno del Palasport. In attesa del nostro live report, stiamo comunque raccogliendo le spiegazioni che Roberto sta dando di quanto accaduto, spiegazioni che scagionano completamente gli organizzatori da una serie di potenziali colpe e che presentano un quadro piuttosto desolante di quale sia a volte la percezione di eventi come un festival metal.
Emerge quindi che in data 20 luglio, appena due giorni prima dell’inizio del festival, il Comune di Brescia abbia emesso un’ordinanza apposita nella quale, oltre a ribadire l’utilizzo di bicchieri di plastica (ormai una consuetudine), si vietava la vendita di bevande alcoliche. Ora, è ovvio che ci si augura che nessun partecipante a un concerto finisca in coma etilico, ma si tratta comunque di una restrizione forte che poteva fare da deterrente.
I numerosi commenti sulla pagina Facebook dell’evento parlano inoltre di controlli molto severi all’entrata (e anche questo, purtroppo, è diventata routine per chi frequenta concerti in quest’estate), ma anche di un numero di membri delle forze dell’ordine sovradimensionato rispetto alla portata dell’evento e al numero dei partecipanti, con tanto di squadra antidroga e via dicendo. Anche questo non è un evento unico (chi scrive ricorda, ad esempio, controlli con cane antidroga a diverse edizioni di Isola Rock, nella vicina provincia di Verona, in un contesto piccolo che si potrebbe decisamente definire per famiglie), ma sicuramente rattrista vedere episodi del genere. Per fortuna, i commenti sulla pagina dell’evento ribadiscono come tutto si sia svolto regolarmente e che in sostanza le forze dell’ordine abbiano passato una bella giornata all’aria aperta (mentre il PalaBrescia godeva dell’aria condizionata) senza interventi di sorta.
Da ultimo, un altro post di Roberto parla di una circolare in cui i partecipanti al festival sarebbero definiti come “tipi poco raccomandabili“. Questo commento più che altro fa strappare un sorriso e ci ricorda di come, a volte, il rock faccia ancora paura; sarebbe comunque interessante capire in base a cosa i partecipanti al festival siano stati etichettati con questo epiteto poco felice. E speriamo che per i prossimi giorni si torni a parlare solo di musica, che rimane comunque la cosa più importante.

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. crisformetal

    scandaloso il sindaco del bono e il prefetto vardè hanno fatto di tutto per intralciare il lavoro onesto di un appassionato di metal…ricordo che sono quelli in giacca e cravatta (banchieri politici ecc..) che hanno rovinato l’italia…

    Reply
  2. crisformetal

    se roberto rosa fosse stato amico del padre di renzi o della boschi,carminati ,buzzi mafia capitale e compagnia bella del pd poteva vendere anche il fumo al pala brescia…

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login