Asking Alexandria: Ben Bruce: “Nel prossimo album futuri evergreen”

Gli Asking Alexandria pubblicheranno ad ottobre il loro nuovo album, tuttora sprovvisto di titolo, tramite la Sumerian Records. Il nuovo lavoro della band sarà il primo con il nuovo cantante, il giovanissimo Denis Shaforostov, subentrato poco dopo la dipartita di Danny Worsnop, diventato l’attuale frontman dei We Are Harlot. Recentemente intervistato da BryanStars, il chitarrista della band, Ben Bruce, ha voluto fare il punto della situazione sia sull’entrata in lineup del nuovo innesto, sia sullo sviluppo del materiale che comporrà il nuovo disco della band. Questo un breve stralcio dell’intervista:

Questo, ragazzi, è il vostro primo show in america con il nuovo cantante, Denis. Come è stato lo show? Come hanno reagito i fan?

Onestamente, ero sconvolto. Ero molto nervoso. Mi son detto: “Oh mio dio, questa è la cosa più spaventosa del mondo. Sto calcando il palco con una persona nuova. E’ la prima volta. Non ho idea di come la gente reagirà. Alle persone piacerà? Lo accetteranno?”. Ho chiesto a Denis se fosse nervoso e lui ha risposto di non esserlo e quando gli ho chiesto come fosse possibile che non fosse nervoso, mi ha detto che tutto sarebbe stato grandioso e ci siamo detti che avremmo visto se sarebbe andata così… e lo è stato! Tutto questo tour è folle, la risposta dell’audience, il supporto che ci è stato dato. E’ davvero spiazzante. Mi ricordo che al Rock Am Ring festival in Germania siamo saliti sul palco alle 2 del mattino. Eravamo l’ultima band a concludere il festival e mi son detto che a quell’ora non ci sarebbe stato nessuno, ho sbirciato dal palco e ho notato che l’arena era piena di gente. Ci saranno stati circa 20 mila persone là fuori e mi son detto: “Oddio! E’ assurdo!”. E’ stato spiazzante e non posso lamentarmi.

Cosa pensate di aver messo a segno con questo prossimo album?

Abbiamo un nuovo fottuto cantante! L’album non è ancora sul mercato, per cui non so cosa possiamo aver messo a segno, cosa possiamo aver raggiunto. Non ci rechiamo mai in studio pensando: “Vogliamo scrivere questo e quello”. Quando siamo lì, scriviamo quello che ci sentiamo di scrivere. Mi metto a sedere e suono, e qualsiasi cosa venga fuori sarà esattamente quella che verrà messa sul disco. Una cosa, invece, che ha fatto una grossa differenza – e si è rivelata essere molto fresca – è il coinvolgimento di Denis nella stesura dei brani. Lui potrebbe criticarmi, fornirmi idee, potrebbe dirmi di avermi visto fare molto di meglio e mi dà la spinta, cosa che Danny non avrebbe fatto; se ad esempio gli inviavo i brani, lui mi rispondeva “No, è merda. Non mi piace. E’ troppo heavy”… Non c’era interazione fra noi due, cosa che invece c’è con Denis. Non è stato molto presente in città e ci siamo limitati a farci delle telefonate, un sacco di messaggistica e cose così. Era molto coinvolto nel processo e questo ha contribuito a rendere meglio la riuscita dell’album, soprattutto perché lui stesso era un fan della band prima di unirsi a noi. […]. Credo che questo sia il miglior album che la band abbia mai scritto. I vecchi fan lo ameranno. Io stesso mi ritrovo ad ascoltare i brani e a cantarli, mi si piantano in testa, ed è qualcosa che non era mai successo con i dischi precedenti.

Credo che ci siano anche un sacco di canzoni adatte alle arene rock, canzoni così imponenti che ti proiettano nella mente un’arena colma di gente che canta ogni singola parola dall’inizio alla fine. Non sono brani pesanti, ma sono fantastici. La maggior parte di questo album è molto simile a “Reckless & Relentless” del 2011. Abbiamo riportato un sacco di influenze elettroniche. Ovviamente l’album “Stand Up And Scream” del 2009 era molto virato all’elettronica e abbiamo cercato di riportarla anche qui… non allo stesso modo, ovviamente, non si tratta di roba tecno o cose simili, ma ci sono molti elementi elettronici e ambience e cose così… il che lo rende figo! Non so… volevamo sentirci nuovamente giovani. Mi sono seduto con Joey Sturgis, il nostro produttore, e ho ascoltato “Stand Up And Scream” dall’inizio alla fine, poi ho ascoltato l’album successivo e mi son detto: “Questi dischi sono malati. Mi manca quell’energia grezza, quell’aggressività, quella passione che avevamo”, per cui credo di aver riportato molte di queste caratteristiche nel nostro nuovo album.

Ricordiamo che la band farà tappa al Fabrique di Milano il prossimo 10 ottobre. I dettagli:

Asking Alexandria
+ August Burns Red
+ In Hearts Wake
10-10-2015 | Fabrique Milano

Asking Alexandria - Ben Bruce

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