Agglutination Metal Festival: accuse di satanismo per il concerto dei Death SS

Una settimana dopo lo svolgimento dell’edizione 2018 dell’Agglutination Metal Festival arrivano le polemiche, per fortuna da un numero molto ridotto di persone, evidentemente estranee all’ambiente del festival e del metal in generale. Le polemiche hanno avuto come protagonista lo show dei Death SS, che dell’Agglutination sono stati gli headliner, verso il quale sono state lanciate accuse di comportamenti estremi e di rimandi a rituali satanici. Le accuse sono state lanciate prima tramite una lettera inviata dal Consiglio Pastorale di Chiaromonte, di cui è stata fatta notizia con un articolo su un quotidiano locale, poi da una dichiarazione fatta da Valeria Giorgio, esponente del partito Popolo della Famiglia, che in una lunga dichiarazione ha addirittura richiesto alle autorità di verificare se lo show dei Death SS non abbia violato qualche articolo di legge ( qui potete leggere la sua dichiarazione). La dichiarazione di Valeria Giorgio, tra l’altro, dice testualmente “Essendo venuti a conoscenza attraverso articoli di quotidiani locali e video“, il che vuol dire che l’autrice della dichiarazione non era presente all’Agglutination e quindi parla per sentito dire, il che ne sminuisce ulteriormente la credibilità.
Non si tratta purtroppo della prima volta in cui in Italia un concerto metal finisce sotto l’occhio di uno sparuto gruppo di persone, appartenenti alla comunità politica o religiosa, con accuse varie ad accompagnare le polemiche. Ricordiamo ad esempio tutti i problemi sorti per il Sikelian Hell, festival siciliano che si svolse a luglio 2010, per non parlare delle varie “Messe riparatrici” programmate ogni volta che Marilyn Manson arriva in Italia. Non possiamo che prendere nota con rammarico di queste polemiche, che speriamo abbiano uno spazio sempre più ridotto sul web e su carta, ed esprimere la nostra vicinanza e il nostro appoggio a Gerardo Cafaro, organizzatore da sempre dell’Agglutination, per la costanza e la determinazione con cui porta avanti il festival.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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