AC/DC: rivelato il motivo per cui Rudd voleva uccidere qualcuno

Phil Rudd non è certamente uno stinco di santo. Il batterista degli AC/DC sarebbe stato, infatti, accusato per possesso di droga e per minacce di morte, accuse per le quali si sarebbe dichiarato colpevole per sua stessa ammissione. Secondo quanto riportato da CNN, il musicista avrebbe tentato di ingaggiare un killer per uccidere il suo assistente. La motivazione? La scarsa vendita del suo ultimo album solista. Secondo alcune prime dichiarazioni, Rudd avrebbe licenziato alcuni impiegati perché la pubblicazione del suo ultimo album solista, rilasciato ad agosto, sarebbe stato un fiasco totale anche in termini di classifica. Il mese successivo Rudd avrebbe contattato un suo collaboratore rivelandogli di voler far fuori il suo assistente personale. Il musicista avrebbe poi telefonato alla sua vittima, intimandogli per telefono le sue intenzioni di ucciderla. Nonostante le continue telefonate, l’assistente avrebbe più volte riagganciato, ignaro di ciò che stava succedendo e, non appena resosi conto della gravità della situazione e aver capito chi lo stava minacciando, si sarebbe rivolto alle autorità per sporgere denuncia.

Attualmente la sentenza è attesa per il prossimo 26 giugno e Rudd rischierebbe fino a sette anni di carcere, anche se la legge neozelandese, nonostante ci sia un ammissione di colpa, prevede che il giudice possa comunque non emettere una condanna.

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