AC/DC: Phil Rudd condannato agli arresti domiciliari

La vicenda giudiziaria che ha avuto come protagonista Phil Rudd e che si protrae ormai da diversi mesi ha raggiunto il suo epilogo. Il tribunale di Tauranga in Nuova Zelanda ha infatti riconosciuto il batterista degli AC/DC colpevole di minacce di morte e possesso di droga, e lo ha condannato a otto mesi di arresti domiciliari (per l’accusa di minacce, Rudd richiava fino a sette anni di carcere).
Ricordiamo che la persona contro cui il batterista si era scagliato, minacciandolo di morte, era un suo collaboratore, e le minacce sono state successive alle scarse vendite del suo disco solista, “Head Job” (la recensione). In seguito alle minacce, Rudd aveva poi tentato personalmente una mediazione, offrendo alla persona che aveva subito le minacce una delle sue automobili in regalo o una casa nuova, tutte offerte che erano state respinte. Rudd aveva anche tentato di giustificare le sue azioni dichiarandosi molto stressato all’epoca delle minacce, sempre a causa del suo insuccesso discografico.

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