Wednesday 13: Live Report della data di Roncade (TV)

Arriva il freddo, e cosa c’è di meglio per scaldarsi che dell’onesto rock’n’roll? Per quanto questa definizione potrebbe essere limitante nel caso di Wednesday 13, che torna in Italia dopo l’apparizione al Flippaut del giugno scorso. Con le date di questo novembre, però, il cantante riesce a raggiungere in maniera più capillare i fan delle sue varie incarnazioni, tutte omaggiate nel corso della serata.

Ma facciamo un passo indietro: ad aprire le danze sono i nostrani Ensoph, che si presentano sul palco vestiti con improbabili armature e maschere antigas, ad eccezione del cantante, il cui modello unico sembra essere Pinhead, direttamente da Hellraiser. Impatto scenografico a parte, però, gli Ensoph convincono poco, se non in qualche rara incursione nei territori dei Fear Factory più melodici: per il resto, la loro musica oscilla tra death e dark, finendo per non essere né l’una né l’altra, e in ogni caso posizionandosi ben al di fuori del regno musicale cui appartiene Wednesday 13. Se visivamente la band riesce tutto sommato ad essere coinvolgente, per motivi più o meno diretti, è dal punto di vista musicale che appare ancora con le idee poco chiare.

Il pubblico non è dei più numerosi, ma quando le luci si spengono per l’entrata in scena del protagonista della serata, ci si rende immediatamente conto di quanto i presenti siano decisamente "dentro" Wednesday 13, pronti ad accoglierlo con tutto il calore possibile. E lui non li delude affatto: si parte con ‘House By The Cemetery’, in quello che è un viaggio nel rock’n’roll più sfrenato e sacrilego, ma al tempo stesso dotato di una forte, fortissima carica ironica, che lo rende più "intelligente" di tanti esempi che ci sono in giro, più pretestuosi che altro quando si tratta di scrivere le lyrics dei loro pezzi. Da segnalare, fra i vari episodi ripercorsi nella serata, una trascinante versione di ‘197666’, mentre un boato accoglie ‘Your Mother Sucks Cocks In Hell’, direttamente dal repertorio dei Frankenstein Drag Queens From Planet 13. E ancora, fra gli highlight, una versione velocizzata di ‘The Ghost Of Vincent Price’ (l’originale, però era meglio). Wednesday 13 annuncia, poi, un tributo ad una delle più grandi rock’n’roll band di tutti i tempi, e parte subito con ‘R A M O N E S’. Prima della fine del set ufficiale, c’è tempo per un altro tuffo nel passato dei Frankenstein Drag Queens, con la geniale ‘Rambo’, mentre la conclusione è affidata alla non trascendentale ‘Rot For Me’.

Ovvia l’acclamazione di un pubblico straordinariamente partecipe lungo tutto l’arco dell’esibizione, pronto a rispondere ad ogni minima incitazione di Wednesday 13, così come a richiamarlo sul palco per i bis. Si parte con la straordinaria ‘Bad Things’, forse il pezzo migliore di ‘Transylvania 90210’, e poi con l’inno alla schiettezza ‘I Love To Say Fuck’, prima del finale prevedibile con il singolone ‘I Walked With A Zombie’.

Tutti sono contenti, tutti se ne vanno ricaricati e pronti ad affrontare la strada verso casa pieni di energia. Questo, in fondo, è lo spirito del rock, poco importa tutto il resto.

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login