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We Love Vintage 2012: Report

A pochi giorni dalla sua conclusione, torniamo a parlare di We Love Vintage, manifestazione principalmente musicale, ma non solo, dedicata alla musica “d’annata”, con particolare riferimento al progressive in tutte le sue sfaccettature. Per la sua seconda edizione, due  sono i cambiamenti importanti: quello di location e quello di durata, che dai tre giorni dell’edizione 2011 è passata a dieci, con ingresso a pagamento solo nei fine settimana e una raccolta fondi attiva a favore di Crevalcore, uno dei paesi della provincia bolognese duramente colpiti dal terremoto dello scorso maggio. Un impegno considerevole, senza dubbio, che è stato comunque premiato da buoni riscontri pubblicitari ben al di là della stampa specializzata.

Descrivere tutto il festival nei suoi appuntamenti musicali sarebbe molto lungo. Ci limitiamo quindi ad offrire alcuni spunti su quelli che sono stati i momenti più importanti della manifestazione. Si comincia venerdì 13 luglio con il ritorno di Alex Carpani, che si era già esibito anche lo scorso anno, coadiuvato dai milanesi VIII Strada, per i quali si attende un seguito all’ottimo “La leggenda della grande porta”, uscito  ormai nel 2008, che propongono un set breve, diviso a metà fra brani ancora inediti e brani tratti dall’album già pubblicato.

Una buona affluenza di pubblico nella serata di sabato 14 accoglie l’arrivo in terra emiliana degli Osanna, autori di una prova veramente notevole, durante la quale, fra gli altri, è possibile ascoltare la suite di “Milano calibro 9”, mentre sui due maxischermi installati per l’occasione scorrono alcune delle immagini più intense (per non  dire truci) dell’omonimo film. Per l’occasione torna sul palco, a fianco del sempre coinvolgente Lino Vairetti, nientemeno che David Jackson con il suo straordinario apparato di fiati, che si era già esibito a fianco di Alex Carpani la sera precedente ed è rimasto in zona per accompagnare, come era già solito fare negli anni scorsi, gli Osanna in uno scambio culturale fra la band napoletana e i “suoi” Van Der Graaf Generator.

La seconda settimana di programmazione vede il ritorno,  fra gli altri, dei bolognesi Accordo dei Contrari, esibitisi giovedì 19, che affilano le armi inattesa della loro partecipazione, a inizio settembre, al Prog Day, un festival progressive che si svolge in North Carolina. Il pubblico di We Love Vintage vive un momento molto interessante nella serata di venerdì 20 quando, prima dei Mangala Vallis )che alla voce adesso hanno nientemeno che Roberto Tiranti), si esibisce Claudio Rocchi, cantautore psichedelico attivo da oltre 40 anni, prima con gli Stormy Six, poi da solista. Rocchi sale sul palco aiutato dalle stampelle (postumi, come lui stesso spiega, di una caduta con frattura del bacino), con tre chitarre acustiche attorno a sé, e più che un concerto fa una sorta di conferenza – salotto, durante la quale esegue una panoramica del suo repertorio e intrattiene con lunghi discorsi mistico – filosofici, retaggio di un passato molto particolare (Rocchi, fra le altre cose, ha vissuto 15 anni con gli Hare Krishna). Un personaggio e una musica non sempre facili da seguire, ma comunque di rilievo. Il sipario cala domenica 22, con  gli Altare Thotemico che presentano nuovo album e nuova formazione, e Aldo Tagliapietra, ormai lanciatissimo con una carriera solista in grande stile e un nuovo album, “Nella pietra e nel vento”, che si piazza di diritto fra i migliori lavori progressive di quest’anno. In attesa della terza edizione, ci si può ritenere più che soddisfatti.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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