Wave Gotik Treffen 2012: Live Report del Day 4

Il lunedì conclusivo del ventunesimo WGT (è una brutta sensazione quando un evento che ti regala emozioni sempre intense si avvia alla conclusione) decidiamo di passarlo in una location alternativa per dedicarci all’ascolto di concerti più “di nicchia”, quindi ci dirigiamo alla volta del Centraltheater, ove il palco sarà calcato dai Dogma, dalle Eklipse e da un nuovo riuscitissimo progetto, Alice Neve Fox.

I Dogma sono una band multietnica che, come illustra la cantante sul palco, si sono incontrati musicalmente in circostanze fortuite ed hanno deciso di portare avanti un progetto che fosse trasversale a origini, confini ed appunto dogmi. La capacità compositiva delle partiture musicali è molto matura, completa e si mixa alla perfezione con danze indiane e influenze vocali della zona, in un connubio senza tempo ne età che rapisce l’ascoltatore e lo dirotta in una specie di realtà parallela ove tutto è morbido ,vellutato ed armonico.

Sul palco seguono poi, introdotte da un’esecuzione a sipario calato di “Paparazzi” di Lady Gaga, che ci aveva già abbondantemente tormentato un po’ di tempo fa, delle quattro archiste Eklipse, che propongono una selezione di brani che hanno caratterizzato la storia della musica moderna (escluso il pezzo sopra citato), riproponendo un filone “parallelo” in stile Apocalyptica, con una maggiore varietà di strumenti e di esecuzione. Come già anticipato,le quattro belle ed eclettiche artiste passano dall’esecuzione di “In The End” dei Linkin Park, a “Clocks” , a “Wonderful Life”, tutte cover tratte dal loro album “A Night In Strings”. Tecnicamente perfette e molto più guardabili degli Apocalyptica (anche l’occhio vuole la sua parte), le promuovo a pienissimi voti.

Sul palco si succede poi Alice Neve Fox, nuovo ed emozionante progetto acustico di Elena Alice Fossi, già voce dei Kirlian Camera e leader delle Spectra Paris Young Ladies Homicide Club. Accompagnata da un pianoforte a coda, un violoncello e una chitarra propone pezzi già noti del suo repertorio in altre vesti, rivisitati in chiave acustica, da “Mad World” a “Nightglory”, ad “Odissey Europa”, da “Heldenplatz” e “K-Pax” a cover sapientemente scelte come “High Hopes” dei Pink Floyd e “Time Is Running Out” dei Muse. E’ un nuovo interessante lato di un’artista poliedrica e completa che non mancherò di seguire anche in futuro.

Il concerto conclusivo del festival ci riporta all’Agra Halle, ove calcano il palco i tedeschi Agonoize, coi quali ho un piccolo conto di lavanderia aperto da qualche anno, a causa del loro smodato uso di sangue finto negli show (anche se stavolta mi sono tenuto a debita distanza). Personalmente li seguo dal 2007 e devo dire che la propensione scenica non è cambiata, il livello

musicale rimane molto alto anche se hanno avuto una maturazione tecnica che non sempre nell’ebm è un bene, li preferivo grezzi. Propongono il loro nuovo album “Wahre Liebe”, oltre a pezzi storici come l’impronunciabile “Schaufensterpuppenarsch”, “in Deinem Grab”, “Ave Satani”, “Glaubenskrieger”, “Suffer”, “Death Murder Kill” .Aggrotech ed ettolitri di sangue finto sono un connubio che porta l’intera halle a ballare senza sosta, cantare a squarciagola e creare giochi di luce nell’oscurità armati di multicolori luci led. Decisamente soddisfacenti e quasi all’altezza delle

aspettative. Promossi e promosso anche il Festival, che nonostante il calo di affluenze si conferma come l’evento guida del panorama alternative in Europa, se non addirittura nel mondo. Al prossimo anno, Lipsia!

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