Wave Gotik Treffen 2012: Live Report – Day 1

Come ogni anno,in periodo di Pentecoste,la popolazione dark/goth europea volge in direzione della città di Lipsia, meta del maggior festival goth in ambito mondiale,il Wave Gotik Treffen, giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione.

Arriviamo a Lipsia giovedì 24 maggio,in modo tale da acclimatarci e non perdere nemmeno un momento dell’evento. Alla vista del programma però arriva il primo scoramento: anche quest’anno saremo costretti, per seguire le band più di rilievo della scena,a fare parecchi tagli. In serata, opening party al Dark Flower e successivamente nei sotterranei del Moritzbastei, dove la varietà di location presenti consente di accontentare tutti i cultori della scena. Forse il fatto che sia ancora giovedì inganna sul numero di presenze, in quanto entrambi i locali sono affollati al limite dell’inverosimile e il grosso degli autoctoni sarebbe arrivato solo il giorno successivo.

Iniziamo quindi il “nostro” Treffen venerdì al Klara-Zetkin Park, per il picnic vittoriano, pur senza cibarie al seguito. Almeno duemila persone, tra cui molti curiosi, si affollano per le stradine in terra battuta del parco, dove oggi la ridondanza è d’obbligo, nei costumi e nel trucco. Spiccano molti esempi di steampunk veramente curatissimi e tra i costumi vittoriani (un po’ ripetitivi,a dire il vero, si vedono persone con gli stessi vestiti di anni prima) il palmares va alla carrozza con cavalli. Tempo di salutare gli amici e via alla volta dell’Agra Halle, dove il festival viene ufficialmente aperto dai Tanzwut, band rock medievale nata da una costola dei Corvus Corax e spinta dall’eclettico frontman Teufel. I Tanzwut presentano il loro nuovo disco “Weisse Nachte”, in uscita nello scorso settembre dopo un po’ di assenza(sono inoltre usi a portare avanti due distinti tour,uno acustico/medievale ed uno più rockeggiante con l’uso di strumenti elettrici), mischiando estratti di quest’ultimo con pezzi “storici” che li hanno resi famosi, dall’omonimo “Tanzwut” del 2000 al più conosciuto “Bitte Bitte” del 2004. Decisamente un opening act in grande stile!

Successivamente, prima di assistere ai Clan Of Xymox, è d’obbligo un giro al mercatino nella stessa struttura, ove si nota l’assenza di parecchi espositori,soprattutto spagnoli. E’ purtroppo il primo brutto segnale della crisi europea. Degli olandesi non conservo un buon ricordo verso i live, complice anche la pessima location romana dell’ultimo loro concerto a cui ho assistito, ma devo dire che con il giusto background rendono molto, molto di più. Anche per loro viene presentato un nuovo disco,”Darkest Hour” ed essendo in attività (anche col nome di Xymox)fin dal lontano 1983 e con all’attivo ben 17 album, possono accontentare anche i fan della prima ora,intervallando sapientemente pezzi più classici del loro repertorio come “A Day”,”Jasmine And Rose”, “Emily” e “This World” con nuove canzoni che mostrano un livello di maturazione tecnico stilistica che rasenta ormai la perfezione nel genere. Indubbiamente sono da rivedere al più presto.

Successivamente andiamo alla volta del Kohlrabizircus, location che nella scorsa edizione non era stata utilizzata causa lavori di ristrutturazione, per il concerto di chiusura, quello dei connazionali Lacuna Coil, al momento in tour per la presentazione del loro ultimo lavoro “Dark Adrenaline”. Il palazzetto è gremito, nonostante siamo arrivati sul posto con un buon anticipo,tanto da ascoltare l’ultimo pezzo dei Blazing Eternity,la cui resa live purtroppo ci fa rammaricare di non aver assistito all’intero concerto. Il concerto dei nostri però non inizia nel migliore dei modi: il soundcheck effettuato durante il cambio palco ha i settaggi raffazzonati, cosa che si paga nell’esecuzione dei primi tre pezzi, “I’d Bit”,”I Won’t Tell You” e “Kill The Light”. Le voci di Cristina e Andrea sono a malapena udibili, meno male che ci pensa il pubblico a cantare a squarciagola mentre l’inconveniente viene risolto. Tutto migliora col pezzo successivo, lo storico singolo “Heaven’s A Lie” e notiamo il pesantissimo accento americano di Cristina, prova tangibile del successo che riscuotono oltreoceano ove i tour li impegnano per parecchi mesi all’anno. Seguono “Entwined”, “Give Me Something More”,”Spellbound” e “Our Truth”,questi ultimi due singoli di successo delle loro ultime produzioni in studio. “Upside Down”, “In Visible Light”, “To The Edge” e “Fragile” congedano il gruppo prima della loro trionfale ri-uscita sul palco con la tripletta “Swamped”(altro singolo di successo del vecchio doppio album “Comalies”), “Trip The Darkness” e “My Spirit”, che chiudono un’esibizione quasi perfetta, che sicuramente sarà replicata nel corso del loro nuovo tour che li impegnerà in Europa alla fine del 2012.

 

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