Wave Gotik Treffen 2010: Live Report – Day 3

Il terzo giorno del WGT 2010 si rivela essere, per location e gruppi, come il più impegnativo dell’intero festival e l’essere automuniti, pur comportando alcuni tagli ai concerti programmati ha aiutato parecchio ( testimonianza è il terzo autovelox di fila preso sulla B2 di Lipsia, la tangenziale)… L’inizio concerti censiti alle 18,20 presso l’Agra halle, approfittandone anche per fare un pò di shopping nella mezz’ora precedente, con gli italianissimi Lovecrave, reduci da un nuovo album uscito pochi giorni prima del festival per la Reporecords – Soul Saliva -; Nonostante questo sia solo il loro secondo album,la band vanta ben tre partecipazioni al WGT negli ultimi cinque anni, oltre a numerosi altri festival internazionali, confermando ciò che il debutto di supporto ai Birthday Massacre aveva lasciato presagire. Hanno talento, grinta, tecnica, tengono benissimo il palco e il loro seguito in campo internazionale sale in maniera esponenziale. Lo stile vocale di Francesca si richiama molto ai Birthday Massacre, sebbene la base musicale sia molto differenziata, rispetto a questi ultimi. Il loro gothic rock è pulito, essenziale, quasi intimo: la dimostrazione che per produrre musica di livello non servono necessariamente tecnicismi assoluti, ma basta ottima inventiva. Tra le tracks proposte hanno spiccato “Can You Hear Me?”,”Little Suicide”, “Vampires” e una insolita cover di “Thriller”. Spero di risentirli presto, il mio giudizio è largamente positivo.

Successivamente il cambio location ci porta presso il Kolrabizircus, arena solitamente dedicata alla parte “purista metal-oriented” del pubblico, che invece ospita nella data odierna una parentesi a larga compenente electro. L’intenzione iniziale era di arrivare con un certo anticipo per il concerto dei Colony 5,ma l’anticipo è stato così largo da poter assistere, mio malgrado, al concerto precedente, gli S.P.O.C.K.. Questi ultimi, già veterani del WGT, pur non avendomi particolarmente colpito per la resa sonora, sono tuttavia seguitissimi, sia per le performance insolite ed alcooliche che presentano sul palco ,sia per il gradiente etilico del cantante che si presenta subito come “uno di noi”. Iniziano il concerto birre alla mano e vestiti con camici bianchi, alla terza birra, il pingue Elio svedese che trascina la band ha coinvolto in pubblico in un incitamento generale allo spogliarello…quindi…via i camici e avanti in tenuta da Superman…con un pupazzo tipo mostro della laguna nera che si affacciava sul palco di tanto in tanto. Synthpop completamente anonimo, però di rado ho riso così tanto. Seguono -fortunatamente- i Colony 5, che attendevo religiosamente e non perchè hanno segnato la liberazione dagli S.P.O.C.K., bensì per avere prova “sul campo” della loro ottima resa in studio. Il guppo svedese fa esplodere subito il pubblico,che canta a squarciagola. Pezzi storici come “Hate”, “My World”, “Knives”, “Black” e “Get Off My Back” non fanno star fermo il pubblico per un solo secondo. L’intero palazzetto è scosso, balla, canta, urla. Personalmente non ho apprezzato al pieno la versione di “Plastic World” proposta, ma il concerto merita un 10 pieno, come voto. Semplicemetne grandi!!!!

Successivamente la destinazione scelta, e non poteva essere altrimenti viste le proposte dell’orario è l’Anker Club, che ospita i Neon, band storica e cavallo di battaglia nel mondo della new wave made in Italy, band con cui ho un rapporto di stima ed amicizia che dura ormai da qualche anno e che seguo ogni volta che posso. La location scelta si rivela adattissima al sound e al feedback della band, che ama il contatto col pubblico (e l’Anker club era pieno all’inverosimile di gente di ogni fascia d’età, segno che i Neon, nel tempo, non hanno perso di attrattiva,anzi).I pezzi proposti sono della loro classica setlist, con arrangiamenti accattivanti e completamente rinnovati che richiamano il nuovo album in lavorazione e che dalle premesse dovrebbe essere uno dei loro più riusciti. Tra le canzoni proposte, “Dark Age”, “Information Of Death”, “My Blues Is You”, “Running”, “Isolation”, “Last Chance”. Una serie di classici che vede la band impegnatissima ed in forma smagliante regalare al pubblico emozioni su emozioni. Successivamente la band si presta volentieri ad una chiacchierata sulla nuova modulazione del live, riuscitissimo, e sulle prossime date che li tengono costantemente impegnati in giro per l’Europa. L’idea generale sarebbe di avviarci assieme verso l’Agra Halle per l’ultimo concerto della serata, gli Alien Sex Fiend, ma un live così intenso sfinisce non poco, quindi lascio la band avviarsi verso l’hotel a depositare l’attrezzatura e mi avvio verso il gremitissimo palco principale, perchè ulteriori ritardi avrebbero potuto gravare sul tempo concesso per le foto .Post concerto il mio primo pensiero è stato che all’Agra avrei potuto benissimo non andare,vista la completa negatività della performance dei londinesi. Canzoni fuori tempo, soundcheck pessimo e Nik Fiend in stato peggiore del solito, barcollante al punto da confondere il palo coi teschi di scena con l’asta del microfono ( e iniziare a cantare lì…). “Gotta Have It”, “Rip”, “Get Into It” e “I Walk The Line” erano riconoscibili solo dalla parte strumentale (nemmeno troppo perfetta, Nik sicuramente non avrà bevuto da solo). Un gruppo che spero di NON rivedere in futuro, se continua a performare in quello stato… .

Copyright immagini RITUAL ART 2010

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