Wave Gotik Treffen 2010: Live Report – Day 2

Fortunatamente, già nell’avvicinarsi alla struttura dell’Agra la difficoltà di trovare parcheggio smentisce le impressioni del giorno precedente: anche questa diciannovesima edizione del WGT ha fatto il pienone ed all’interno della Market Area non c’è uno solo posto rimasto vacante come la sera precedente. Semplicemente per logistica o difficoltà tecniche gli espositori sono arrivati con molto ritardo.

Primo concerto ad impegnare la giornata è quello dei tedeschi (di Hannover,per la precisione) Orange Sector, duo con undici album alle spalle che propone un Ebm lineare di natura stilistica old school, nonostante alcuni testi non spicchino per profondità (i hate you, i f**k you, i’m fuc**n’ hate you… ). Oltre alla citata “I Hate You” i teutonici preferiscono andare a colpo sicuro con la setlist proponendo cavalli di battaglia che hanno fatto ballare buona parte del Nord Europa, come “Endzeit”, “Fur Immer” “X-Marks The Pedwalk” e “Dynamit”. Insomma il duo Martin Bodewell e Lars Felker merita decisamente una promozione, anche se resta come la vaga impressione che sia stato totalmente stravolto il soundcheck.

Pochissimi minuti di stacco, giusto il tempo di una sigaretta e qualcosa da bere e si riparte coi concerti. Un nanetto (i messicani non spiccano per l’altezza, ed Erk Aircrag non spicca tra i messicani) saltellante e completamente coperto di fango (che ha generosamente distribuito su fotografi, attrezzature e pubblico quando il sudore ha iniziato a grondare, grazie Erk!), oltre a tagli di luce violenta e cromaticamente inadatti introducono i Rabia Sorda, progetto parallelo del leader degli Hocico, un mix di aggrotech (o Hellectro, o Terror noise) ed Ebm, caratterizzato da influenze ritmiche pesantemente techno-noise, una specie di valvola di sfogo per la creatività musicale. Il palazzetto è in visibilio, io che ho preso il fango un po’ meno, ma non si può non riconoscere la capacità di trascinare con un sound violento e ritmato qualsiasi folla sulle note di “Walking On Nails”, “Misery”, “Save Me From my Curse”. Sul motivo di “Radio Paranoia” l’Agra Halle è esplosa, sarebbe superfluo aggiungere altro – tranne una breve nota sugli ancheggiamenti sgraziati e sessualmente equivoci del frontman -.

Altri 15 minuti di stacco e coprono il palco i teutonici Rotersand, un trio futurepop con quattro album all’attivo, tutti valutati ottimamente da critica e pubblico, con otto anni di esperienza passati calcando i palchi della scena elettronica più importanti d’ Europa assieme a band di indubbio spessore (Assembled 23, Covenant, VNV Nation). I tedeschi hanno proposto per la loro performance pezzi quali “Exterminate Annihilate Destroy”, “Liar”, “Tanzkontrolle”,”Merging Oceans” (eseguita con Ronan Harris dei VNV Nation) e “War On Error”, title track del loro ultimo parto discografico.

Purtroppo non tutto va per il verso giusto e dopo questa performance, recandoci al vicino Hednisches Dorf (il villaggio pagano, per intendersi), un nutrito fuoriprogramma con coreografie e giochi di fuoco, assolutamente spettacolari, procrastina di oltre un’ora il concerto notturno dei nostri adoratissimi Ataraxia, facendoci saltare la tappa successiva dei Moonspell. Gli Ataraxia tuttavia si dimostrano sempre disponibili a fare due chiacchiere prima di iniziare una performance di intensità assurdamente alta, uno spettacolo che definire epico è ancora andarci cauti. La voce di Francesca è al massimo dell’espressività, vibra come le corde di un basso salendo fino ai toni del violino, l’acustica è ottima, la resa globale e la scelta dei pezzi rapisce l’intero pubblico,inchiodandolo una canzone dopo l’altra a bocca aperta contro il palco più modesto e più impegnativo dell’intera manifestazione. “Llyr”, “Siqillat”, “Antinea”, “Astimelusa”, “The Nine Rituals”, anche se il pezzo che personalmente ho preferito di più è stato “Scarbourough Fair”, riadattamento di una ballata inglese del 1600.

Dopo tanta intensità, rimane giusto il tempo per una sosta breve in hotel (e il primo autovelox del Festival), per poi dirigerci alla volta del Centro storico di Lipsia, nel cui locale goth per eccellenza, il Dark Flower ,si Esibiscono Dj Valentine e Dj Bahntier, tanto per tenere alti i colori nazionali. Successivamente, unitisi i dj alla nostra combriccola si va a chiudere la serata nei sotterranei del Moritzbastei, ex biblioteca del Reich che di quell’epoca conserva ancora i toni cupi e claustrofobici dei sotterranei, una tappa obbligata nell’universo degli aftershow made in WGT.

Copyright immagini RITUAL ART 2010

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