W.A.S.P.: Live Report della data di Pordenone

La terza tappa del mini tour di quattro date in Italia degli Wasp si è tenuta al Deposito Giordani di Pordenone, unico appuntamento nel nord est per la band di Blackie Lawless e soci.

Ad aprire le danze davanti ad un pubblico ancora esiguo troviamo i Lucky Bastardz, formazione proveniente da Alessandria e attiva già dal 2008 e che nel corso degli anni è riuscita a  sviluppare un proprio stile e a reinventarsi proponendo un robusto heavy rock che non disdegna affatto incursioni in territori più moderni, senza dimenticare però lo spirito originario e l’attitudine tipicamente metal degli inizi. La band ha da poco rilasciato un nuovo album in studio “Alwayz On The Run” e propone parecchi brani estratti dal nuovo lavoro, la resa sonora è decisamente buona e dal vivo le composizioni acquistano in potenza e compattezza e anche il pubblico sembra gradire  la proposta del four-piece.

Ma come di consueto l’attesa e la trepidazione è tutta rivolta verso gli headliner della serata, gli Wasp e quando si abbassano le luci e parte un breve intro fatto con un medley dei brani più famosi della band la folla inizia a scaldarsi e a chiamare a gran voce l’idolo indiscusso della serata: Mr Blackie Lawless. Lui di certo non si fa pregare e domina il palco non solo per la sua mole evidente, ma soprattutto per il carisma innato e la sua inconfondibile e graffiante voce al vetriolo. L’inzio è di quelli al fulmicotone con un trittico come “On Your Knees/Inside The Electric Circus”, “The Real Me” e “L.O.V.E. Machine” dove a lato palco scorrono immagini che ritraggono prima i luoghi più famosi e rock di L.A. come il Whisky A Go-Go, il Rainbow e il Roxy, poi scatti di personaggi illustri morti tragicamente come Jim Morrison e Elvis Presley e infine filmati della band sia degli esordi che più recenti. Tutto funziona sia dal punto di vista visivo che quello musicale, Blackie interagisce poco con il pubblico, ma è la sua voce che parla, anzi che graffia e non sbaglia un colpo e non da meno il resto della band, in particolare un indiavolato Doug Blair alla chitarra che non riesce a stare fermo un attimo e risulta comunque sempre preciso e in sintonia con gli altri, una vera forza della natura.

Dal nuovo album “Golgotha” vengono eseguiti “Last Runaway”, l’intensa “Miss You” e la titletrack che ci trascina e conduce verso la parte finale dello show. La band comunque non si fa attendere a lungo per i bis e Blackie accende il pubblico con una terremotante versione di “Wild Child” dove è praticamente impossibile rimanere fermi, mentre nella conclusiva “I Wanna Be Somebody” un fan riesce ad eludere il controllo della sicurezza e a salire on stage intonando un paio di versi del pezzo, tanto che Blackie indietreggia e si sposta dietro di lui guardandolo con aria minacciosa finchè la security lo prende e lo fa letteralmente volare via dal palco. Ai presenti rimarrà comunque impressa a lungo la sua faccia a dir poco seccata e i due “unbelievable” letti al labiale, fortunatamente poi il frontman riprende a cantare e tutto fila liscio fino alla fine. Una fine arrivata troppo presto a detta di tutti i presenti, ma che comunque ci ha riconsegnato una band affiatata e un Lawless in piena forma che ha regalato uno show breve ed intenso che difficilmente dimenticheremo e questo ci basta.

 

 

 

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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  1. Andrew

    Ecco il fantomatico fan che sale sul palco 😉 https://www.youtube.com/watch?v=zfe72Z8DBqU

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