Wacken Roadshow: Live Report della data di Bergamo

Inizia questo concerto tutto made in Germany (le band presenti sono tutte tedesche) con i Dark Age, l’unico gruppo che non centra assolutamente nulla con gli altri. Il sound dei nostri è un gothic-power con qualche innesto più estremo e una voce in perenne growling che, seppur farraginoso, riesce a piazzare qualche zampata. Purtroppo nel proseguio dell’esibizione i Dark Age mostrano tutti i loro limiti di coinvolgimento e risultano assolutamente trascurabili.

Purtroppo la giornata scelta per questo show (un martedì!!) non facilita di certo l’affluenza che, quasi inesistente con i Dark Age, diventa quasi accettabile con i Metalium. Gli “uomini d’acciaio” sfornano il solito show tutto potenza ed energia, grazie anche al cantante Henning in piena forma ed una scenografia completa, con tanto di aste dei microfoni che risultano sagome dell’eroe dei testi della band, ossia il Metalian. Lars Ratz (basso) e il batterista risultano ancora una volta punto vincente dell’esibizione… una linea ritmica schiacciasassi che dimostra tutto il suo valore nei brani veloci (come l’opener ‘Fight’) e in quelli cadenzati (‘Come ‘Forever Free’ o ‘Rasputin’). Lo show dei quattro guerrieri si conclude con alcuni passaggi di ‘Balls To The Walls’ degli Accept. Ottimo concerto, divertente e d’impatto.

E’ quindi il turno dei Freedom Call, che senz’altro risultano la band che ha saputo raccogliere più seguito (con i successori Primal Fear purtroppo il pubblico sarà esattamente ridotto a metà!) e coinvolgimento. Forti dell’imminente uscita del live album ‘Live Invasion’ i Freedom Call’ investono i presenti con il loro power metal melodico ricco di idee e emozioni. Dal vivo il singer-chitarrista Chris Bay dimostra un’altra volta le sue doti di istrione e riesce a coinvolgere in più occasioni i fan, rivolgendosi direttamente a loro o lanciando manciate di accendini per accompagnare la band nell’esecuzione della prima parte di ‘The Quest’. Alle spalle di Chris il buon Zimmerman, alla batteria, assesta colpi con una precisione quasi disumana! Il set nei nostri vede diversi picchi emotivi, quali l’esecuzione di ‘Warriors’ (a metà del brano i Freedom Call eseguono parte di ‘We Will Rock You’ dei Queen creando ulteriore tripudio), oppure quella di ‘Land Of Light’, che, caratterizzata da ritmiche particolarmente coinvolgenti, trascina tutti presenti a cantare in coro con i Freedom Call. Purtroppo anche il set dei nostri volge al termine e le finali ‘Freedom Call’ e ‘Hymn To The Brave’ pongono il sigillo su una prestazione eccellente, sicuramente la migliore della serata.

I Primal Fear hanno l’arduo compito di concludere al meglio il Wacken Raodshow e il loro concerto è un maglio di potenza metal scagliato verso le orecchie degli ascoltatori. Il power del gruppo tedesco sembra una roccia, il riffing delle chitarre è violento e “pieno”. Senz’altro i punti di forza del set live dei Primal Fear sono le due chitarre (fra le quali si distingue la precisione e la verve di Tom Naumann) e la voce del grande (in tutti i sensi, visto che grazie al body building sta diventando un colosso) Ralph Scheepers. Il suddetto singer in più occasioni saluta il pubblico anche in italiano con un accento crucchissimo… mentre Matt Sinner (bassista) non accenna a fermarsi muovendosi da una parte all’altra del palco.

I brani che colpiscono maggiormente i fan sono ‘Metal Is Forever’ (all’inizio dell’esecuzione di questa song il Motion esplode), la cadenzata ‘The Healer’, la cavalcata ‘Angel In Black’ ed anche la title track dell’ultimo album, ‘Devil’s Ground’.

Il Roadshow finisce all’insegna di una bella serata di metallo potente e convincente.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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