Wacken Open Air: Live Report (5 Agosto)

E’ tempo di record per il Wacken Open Air. Con l’edizione 2004 si celebra infatti il quindicesimo anno di vita del più grande festival metal terrestre, che riesce ogni anno a stupire per l’incredibile mole di lavoro investito, per l’alto numero di visitatori (circa 40.000 quest’anno), per l’ampia scelta dei gruppi presenti (quest’anno parliamo di ben 64 gruppi esibitisi su 6 palchi diversi), per l’organizzazione ottimale dimostrata anche in quest’importante occasione (anche in questo caso è possibile sfoggiare cifre incredibili per ogni singolo ambito di lavoro relativo all’organizzazione dell’evento; per fare un esempio sono stati eseguiti 1.800 interventi su spettatori colti da malore nell’arco delle tre giornate). Come ogni anno la pacifica cittadina di Wacken si trasforma in una sorta di agglomerato metallico che fa la felicità di ogni appassionato di genere. Infatti non è solo la proposta musicale a rendere interessante quest’evento. Nella cittadella del festival ci si imbatte in decine di negozi da tutto il mondo (in particolare il Metal Market che raccoglie la maggior parte di questi ed offre la possibilità ad ogni appassionato di musica di trovare qualsiasi titolo desiderabile) che mettono a dura prova i portafogli di tutti i metaller convenuti. In secondo luogo non è possibile non rimanere affascinati dall’arcobaleno di colori e culture che accoglie il visitatore di questo festival, che ci permette di incontrare sotto il palco kids provenienti da ogni angolo del pianeta, partendo dal Messico per arrivare al Giappone. Il Wacken Open Air Festival è l’unico evento metal che accontenta chiunque, grazie ad una proposta musicale che per forza di cose riesce a rendersi accattivante e grazie anche ad un contorno di eventi e possibilità ancor più affascinante.

Ma veniamo a raccontare, per quanto possibile (infatti i 64 a cui si faceva precedentemente riferimento, hanno suonato in molti casi contemporaneamente e di conseguenza è stata operata una scelta obbligata sugli show da seguire), quanto è successo sui palchi del più grande festival metal del mondo…

Inizia alle ore 18 del 5 Agosto il Wacken Open Air 2004. Si parte sul True Metal Stage con i Zodiac Mindwarp. La band che si era ritagliata negli anni ’80 una buona fetta di notorietà torna alla ribalta con il ben noto sano hard rock misto a rock’n’roll; il live set dei nostri, di un’ora intera, è stato all’insegna del divertimento allo stato puro, in parte disturbato da un sole cocente… ma i kids assiepati sotto il palco non sembrano accorgersi del caldo… forse anche grazie al fatto che con questo concerto viene di fatto rotto il ghiaccio per la nuova edizione del W.O.A.

Lo show esplode con ‘High Priest Of Love’ e prosegue in un set che propone una band emozionata ed un singer, Zodiac, un po’ fuori forma. Fra i tanti brani accattivanti vengono eseguite ‘Backset Education’ e la cover di Alice Cooper ‘Feed My Frankestein’. Conclusasi la prima performance si sente nell’aria una sferzante attesa per lo show dei mitici Motorhead.

Tutto come da copione. I Motorhead arrivano sul True Metal Stage e devastano con la loro potenza… un pezzo dietro l’altro… poche soste dedicate solo a presentare al pubblico i successivi brani. Partendo dalla solita accoppiata ‘We Are Motorhead’ e ‘No Class’ si passa ad una lunga serie di classici sino a presentare il nuovo lavoro ‘Inferno’ (e per una volta viene introdotta qualche variante al “solito” live set dei nostri) con la rolleggiante track ‘Life Is A Bitch’. Il pubblico presente di fronte al True Metal Stage viene investito dall’onda sonora primordiale e violenta di Lemmy & company che non lesinano energia ma che fanno trasparire una sensazione strana. Sembra che Phil, Lemmy e Mikkey debbano svolgere il loro compitino perbene, senza eccessiva passione… ed infatti chiudono il loro live set con quasi sei minuti d’anticipo, privando il pubblico, caldo e partecipe, di almeno un brano in più. Fatta questa precisazione va anche aggiunto che in ogni caso l’esibizione del gruppo inglese ha sortito comunque ottimi effetti sul pubblico letteralmente impazzito! I classici di sempre della band, snocciolati con precisione e potenza, non fanno prigionieri! Le note di ‘Metropolis’, ‘Sacrifice’ (potentissima e veloce), ‘Aces Of Spades’, ‘Goin’ To Brasil’, ‘Civil War’, ‘Over The Top’, ‘Ramones’ (preceduta dal solito richiamo di Lemmy alla memoria degli eroici fratelli), ‘Overkill’ coinvolgono anche il “calmissimo” pubblico tedesco, almeno fra le prime file, in un violento pogo.

A chiudere la serata ci pensano i Bohse Onkelz, band che propone canzoni in lingua tedesca… inutile quindi tentare di capirne i testi. Il pubblico di casa apprezza, tutti cantano in coro dall’inizio alla fine. Il genere musicale proposto incorpora parti punk, metal, pop e inserti di tastiera un po’ ridicoli. Molto buone la scenografia, i giochi di luce e la riproduzione sullo schermo del palco di quelli che sembrano i video della band. Per molti spettatori provenienti da nazioni estere la posizione di questo gruppo (all’ultima esibizione) quale headliner al posto di Motorhead è sembrata un sacrilegio ma il pubblico presente sembra adorare i Bohse Onkelz. Probabilmente si è trattato della scelta corretta perché durante la loro esibizione si respira aria di puro divertimento e coinvolgimento, decisamente superiore a quello innervato dagli show precedenti.

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