W.A.S.P.: Live Report della data di Bologna

Avete presente l’odiosa frase “vostro figlio è intelligente ma non si applica“? Potremo già chiudere così il report dedicato al concerto dei W.A.S.P. all’Estragon di Bologna.

Conosciamo bene i limiti di Blackie Lawless e siamo abituati alle sue performance compatte ma infuocate. Il CD di “Golgotha” è ancora caldo nel nostro stereo, sulla cui natura controversa qui non torneremo, e la curiosità di sentire i nuovi pezzi dal vivo era onestamente parecchia. Purtroppo Bologna “non risponde benissimo” in termini di affluenza, con l’Estragon mezzo vuoto. A rendere il tutto ancora più triste, i pochi presenti contribuiranno in modo negativo alla mancata riuscita di un concerto già di per se deludente. Capiamo la poca conoscenza dei nuovi brani, ma il mancato applauso alla conclusione di “Golgotha” (che chiudeva la parte ufficiale della setlist) è veramente inaccettabile, come in generale la scarsa partecipazione al concerto.

Blackie e soci si presentano sul palco abbastanza puntuali, preceduti da un mix video/audio di brani che ripercorrono l’intera discografia. Punto a favore la bella scenografia, che comprende tre schermi sul palco, che verranno utilizzati per mostrare i video-clip relativi ai brani eseguiti insieme ad altre immagini che accompagnano l’intero concerto.

L’inizio è la classica doppietta “On Your Knees” (che il pubblico sembra non conoscere, what?) e la fantastica (e sottovalutata) “Inside The Electric Circus“, entrambe incluse in un medley che sfocia in “The Real Me” e “L.O.V.E. Machine“, quest’ultime eseguite interamente.

A questo punto Blackie ci spiega che durante la serata verranno proposti tre brani dal nuovo album, iniziando proprio da “Last Runaway“, primo singolo, convincente sia sul disco che dal vivo. Segue “Crazy“, tratta da “Babylon”. Arriva quindi il momento “The Crimson Idol”, con “The Titanic Overture“… completamente registrata! Fortunatamente “Arena Of Pleasure” rimette in sesto le cose seguita dalla nuova “Miss You“, in realtà, come ci spiega Lawless, brano risalente proprio all’era “Crimson Idol”, di cui fu il primo brano scritto (probabilmente poi mutata in “The Idol”). La somiglianza con il brano appena citato è evidente ma dal vivo ha il suo bell’impatto.

Altro intermezzo registrato (Thunderhead) e si arriva all’ormai trito e ritrito medley “Hellion / I Don’t Need No Doctor” a cui segue la bella “Golgotha“, titletrack del nuovo album, che riscuote un successo pari a zero, cosa che in modo evidente spazientisce Blackie.

Dopo meno di un’ora, il set della band è già concluso. Ci aspettiamo “Chainsaw Charlie”, eseguita in qualche data come primo bis, ma viene tagliata e si va diretti alla doppietta finale “Wild Child” – “I Wanna Be Somebody“. 1 ora e 15 minuti di concerto, compresi gli intermezzi e la pausa prima dei bis.

Ci ripetiamo, siamo abituati alle performance brevi di Blackie, ma questa volta, anche da fan accaniti della band, riteniamo che 11 brani per 30 euro di biglietto siano una cosa inaccettabile. Se contiamo che escludendo i nuovi brani, la setlist è la stessa identica proposta da 10 anni a questa parte, resta veramente tanto amaro in bocca anche perché la band sul palco ha suonato egregiamente (con i soliti playback, ma lo sapevamo già), mostrando un potenziale come sempre molto alto, che poi non viene minimamente sfruttato. Una band che viaggia sempre col freno a mano tirato, con un catalogo da cui attingere infinito e clamorosamente pieno di grandi pezzi, si limita a fare il proprio compitino. Dopo tre anni di assenza dai palchi italiani, con 32 anni di storia alle spalle, 11 brani e 1 ora di concerto non bastano per una sufficienza. A malincuore, bocciati.

W.A.S.P.

Lucky Bastardz

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

8 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Claudio

    Evidentemente al live di Trezzo al buon Nerino le cose giravano meglio …club pieno praticamente esaurito scaletta più lunga di almeno un brano chainsaw charlie allungato per i cori da parte del pubblico applausi anche durante Golgotha durata 1 n e 30 ….personalmente l’ho visto in forma e partecipe ….volumi leggermente troppo alti …qualche decibel in meno a volte aiuterebbe

    Reply
    • patrik

      Non so che concerto ha visto il buon recensore,ma blackie mi è sembrato più in forma che mai,live ristretto come al solito ma di un intensità disarmante.il playback sembra più una leggenda metropolitana che altro(io ero sotto al palco ma la voce era “effettata ma pur sempre la sua”.pubblico pochino in Effetti rispetto le altre volte ma forse per le “rare”quattro date di quest’anno.insomma i w.a.s.p. Sono i wasp come sempre prendere od ignorare,per quanto mi riguarda sempre una garanzia in studio ma soprattutto live!

      Reply (in reply to Claudio)
      • Andrew

        Sono d’accordo. A Pordenone è andata assolutamente in modo diverso: locale pieno, band infogatissima, compreso blackie (era da un po che non lo vedevo così), pubblico carico a livelli assurdi (tanto che uno è salito sul palco a cantare un pezzo di i wanna be somebody …vedi video) e ha risposto bene e cantato pure sui brani nuovi, playback non ce n’era assolutamente, giusto qualche effetto sulla voce. Date un’occhiata a qursto video del concerto di Pordenone Emoticon wink https://youtu.be/zfe72Z8DBqU

        Reply (in reply to patrik)
      • Tommaso Dainese

        Ciao Patrik, il recensore a Bologna ha visto il suo ottavo concerto dei WASP 🙂 Il playback c’era, come c’è da anni, te lo garantiamo. Sulla forma di Blackie non si discute e infatti la critica va proprio sul fatto che, essendo una band ancora in forma e con grande potenziale, è irritante vedere come si proceda sempre col freno a mano. Di una band scarsa ci possiamo accontentare, di una band come i WASP no.

        In ogni caso, li ho e li abbiamo visti sicuramente più in forma di questo tour 😉

        Reply (in reply to patrik)
      • Sonia

        concordo. Pubblico carico già da On Your Knees che mi sembra conosca bene… Si sa che gli W.A.S.P. non suonano più di 70 minuti (75 nel tour di tre anni fa), ma è stato molto intenso. E’ anche vero che essendoci quattro date i fans si sono distribuiti. Comunque la partecipazione da parte dei fans c’è stata eccome e il gruppo ci ha dato dentro, altro che concerto deludente!!

        Reply (in reply to patrik)
  2. MATTEO

    Io sono stato a Pordenone… Personalmente 4° concerto dei WASP. Sono d’accordo sulla scaletta, hanno una enormità di pezzi bellissimi e mi fanno quelli e sempre quelli (e che chezz…). Ma il vero elemento DEMPRIMENTE di tutti i concerti a cui sto assistendo è il PUBBLICO !!!!!!! Facile parlare delle band che fanno il compitino e non prestazioni eccezionali, se poi hai di fronte dei MORTI VIVENTI CON DEI CAZZO DI CELLULARI SEMPRE IN MANO E LE MANI IN TASCA !!!!!!! METALLARI MA CHE FINE AVETE FATTO… Ormai il divano e l’ateroscelorosi dalle troppe birre vi ha consumato il cuore e l’impeto…vedo gente quanto mai scialba e stanca. Mi spiace dirlo, ma ormai il pubblico è morto… I buoni smartphone hanno compiuto il loro danno anche su noi.
    Datevi una svegliata czz!!!!!!!!!!!!!!!!

    Reply
  3. Mk2

    Hehe opinioni contrastanti a quanto pare. Che le verità stia nel mezzo? Leggo che il recensore ha visto i Wasp diverse volte, ma vorrei far notare che passano anni tra un tour e l’altro, non si può pretendere che la resistenza fisica di un uomo non più giovane sia quella di 20 o anche solo 10 anni fa. Anch’io ho in memoria l’energia messa sul palco nella seconda parte del tour di Neon God, ma sono trascorsi 9 anni da allora. Bisogna valutare lo show senza fare paragoni, e Blackie sa fare ancora dei gran bei concerti. Per i motivi di cui sopra si spiega il gran uso di playback (c’era eccome e da qualche anno non più limitato ai soli ritornelli), ma proverete voi a 60 anni a fare spettacoli del genere ogni altra sera spostandovi di qua e di là per l’europa.

    Reply
    • Anna Minguzzi

      Guarda, ti cito solo giusto un paio di ultra sessantenni, o già nei settanta, che ho visto di recente, vanno in giro per tutto il mondo e non usano il playback: l’ex Georgia Satellites Dan Baird, Ian Gillan, Phil Mogg, Glenn Hughes, Ian Hunter dei Mott The Hoople che di anni ne ha 76, poi venerdi torniamo a vedere se Klaus Meine improvvisamente ha deciso di usare il playback, ma guardando sul web il concerto degli Scorpions di un paio di mesi fa a New York non mi pare proprio. Sì, insomma, non è che il playback per gli anziani sia proprio obbligatorio…;-)

      Reply (in reply to Mk2)

Rispondi a Tommaso Dainese Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login