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Volbeat + Clutch: Live Report della data di Milano

Lo show italiano dei Volbeat rappresenta un passaggio degno di nota, dato che segna un importante percorso per la band nel nostro paese: dopo vari concerti, in qualità come gruppo di apertura (ad esempio al concerto dei Nightwish nel 2009, dove purtroppo non sono stati apprezzati come si deve, all’importante successo di quest’estate come gruppo di supporto per i System Of A Down) finalmente registrano il sold out al palco B dell’Alcatraz di Milano, riempiendolo forse anche troppo, lasciando spazio al pensiero che forse il palco A poteva essere una soluzione più adatta.

Stavolta il gruppo di apertura sono stai i Clutch, sconosciuti quasi completamente qui in Italia, sono quattro veri e propri personaggi coinvolgenti con i loro suoni precisi ed intensi, hanno scaldato il pubblico fin dalle prime battute. Bravissimi a livello tecnico, hanno suscitato molta curiosità a chi di musica tra il pubblico ne sapeva un po’ di più. Unica nota negativa per loro, peccato, la disposizione delle casse hanno fatto si che per le prime file era quasi impossibile sentire la sua voce (a meno che non si era situati nei lati della transenna) e si sentiva soprattutto il basso. Per chi si trovava dietro il suono veniva diffuso abbastanza bene e molti non si sono accorti di questo errore.

Terminato il proprio set, i Clutch hanno lasciato il palco a favore degli headliner della serata. Come accennato prima, molti tra i presenti cercavano conferme dopo il concerto dei System Of A Down, ottenute alla grande, vista la grinta distruttiva con il quale hanno reagito alle canzoni della band danese. Tra i brani più cantati il coro unanime e potente del pubblico durante l’intro di “Sad Man’s Tongue”, tributo al grande Johnny Cash, per poi diventare un boato di ovazione. Le canzoni più cantate sono state quelle estratte dagli album vecchi, come ad esempio anche “The Human Instrument”. Ovviamente hanno avuto la loro parte anche i brani estratti dell’ultimo “Beyond Heaven/Above hell”, come “Heaven Nor Hell” , “Warrior’s Call” e “Thanks” (con quest’ultima hanno addirittura invitato alcuni fan dal pubblico sul palco).

Gangster & Rock’n’Roll

Set list:
01. The Human Instrument
02. Guitar Gangsters & Cadillac Blood
03. Heaven Nor Hell
04. A Moment Forever / Hallelujah Goat
05. The Mirror And The Ripper
06. Mary Ann’s Place
07. Sad Man’s Tongue
08. A New Day
09. Radio Girl
10. The Garden’s Tale
11. Rebel Monster
12. Still Counting
—–
13. A Warrior’s Call
14. Angelfuck (Misfits cover)
15. Thanks
16. I Only Want To Be With You (Dusty Springfield cover)
17. Pool of Booze, Booze, Booza

marcella.fava

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Marcella Fava nasce a Reggio Emilia il 30 aprile 1988. Figlia d’arte, il padre è Antonio Fava, grande scrittore, regista, ma soprattutto attore teatrale e insegnate di Commedia dell’Arte di fama mondiale. La sua prima macchina fotografica è la polaroid di Barbie, all’età di 6 anni, che tutt’ora utilizza per divertimento. Le fotografie vengono fuori di qualità scarsa dati gli anni che ha, ma contengono tanta tenerezza e tanto affetto. Frequenta e si diploma presso il Liceo D’arte “Paolo Toschi” di Parma, a seguire il Centro Sperimentale di Fotografia “Ansel Adams” di Roma fino ad ottenere il Postgraduate Certificate in Professional Studies – Photography presso il Central Saint Martins – College of Art And Design di Londra, specializzandosi in reportage e fotografia analogica. Attualmente è fotografa a tempo pieno con sede a Reggio Emilia (anche se non si nega viaggi reportagistici in girando il mondo) e scatta per Metalus.it da circa 4 anni, unendo insieme alla fotografia l'altra sua grande passione, la musica!

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