Vinny Appice: Live Report e foto della data di Lugagnano (VR)

Per come era stata annunciata all’inizio, questa data, come le altre che si sono succedute in Italia e che continueranno anche nelle prossime settimane, aveva il sapore dell’unicità. I due fratelli Appice, Vinny e Carmine, sarebbero infatti saliti insieme sul palco, e una serata con doppia batteria, che avrebbe passato in rassegna unn repertorio che definire sterminato sarebbe riduttivo (basti pensare alla grande quantità di album incisi dai due, in così tanti anni di carriera), sarebbe stata veramente ragguardevole. Purtropppo il destino ci ha messo lo zampino anche stavolta, e Carmine Appice ha dovuto cancellare la sua presenza a causa di qualche problema di salute. Per quanto riguarda la buona riuscita della serata, comunque, non c’è di che preoccuparsi, dato che il buon Vinny ha alle sue spalle un’esperienza e un carisma pari a pochi altri, e la band che lo accompagna si completa nella parte riservata alla ritmica con la presenza al basso di un nome ragguardevole come quello di Barend Courbois dei Blind Guardian. Un’accoppiata di questo calibro è poi supportata da Pietro Leporale alla voce, che parte un po’ in sordina ma poi si riscatta e sfodera una prova molto efficace, e da Fabio Cerrone alla chitarra, forse quello un po’ più in difficoltà, non tanto per capacità tecniche quanto per un suono troppo morbido rispetto agli altri.
L’obiettivo di questa serata è quello di ripercorrere a grandi linee la vasta carriera di Appice, percorrendo un repertorio che va dai Black Sabbath agli Heaven and Hell e con molti e doverosi omaggi a Ronnie James Dio. Il pubblico accoglie con entusiasmo “War Pigs“, “Stand Up And Shout“, “Holy Diver“, “Rainbow In The Dark“, e i molti estratti da “Mob Rules“, che erano poi la vera e propria chicca del live, come “Turn Up The Night“, “The Sign of the Southern Cross” e “Country Girl“. In tutto questo, Vinny Appice si conferma essere un ottimo musicista e un buon intrattenitore, che interviene al momento giusto con brevi discorsi di presentazione dei brani, una di quelle situazioni in cui bastano poche parole per far emergere comunque il proprio carisma. Certo, anche la presenza di un solo di batteria nella seconda parte del live (un elemento che a volte nei concerti diventa un riempitivo) è una tappa fondamentale e un ulteriore segnale di come Vinny Appice, protagonista indiscusso sul palco, non sia solo un pezzo di storia del rock ma anche una conferma dello stato attuale del genere che tanto amiamo. Una bella serata insomma, praticamente senza punti deboli, che ci auguriamo si possa ripetere, e speriamo che la prossima volta, come era stato preannunciato, ci sia anche Carmine a fare da contraltare a suo fratello.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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