Unsane: Live Report della data di Mezzago (MI)

Ed arriva il giorno in cui gli Unsane sbarcano in Italia: per gli affezionati della band convenuti al Bloom questa data rappresenta sicuramente una di quelle sere in cui la carica di aspettative è alta. Furgoncino carico di strumenti, birra, erba, sangue (a detta loro un elemento immancabile) e via. Prima della leggenda americana tocca agli Harmful aprire, con un set deciso e stringato, energico e puntuale. Il problema non è del gruppo, ma per quasi tutti i presenti si tratta di un brodo allungato. Chiunque ci fosse stato, su quel palco, sarebbe stato di troppo. La band sembra non risentirne e confeziona i suoi bei quaranta minuti che non sollevano grossi interessi: non riescono proprio a centrare bene un obiettivo e a dare ai brani una forma che sia (almeno) solida. Si parte, con il gruppo in palla completa, con una serie di pallottole tutte tirate a segno, forse in maniera poco chirurgica. Qui non si tratta di essere eleganti, qui si tratta di massacrare: un suono che attorciglia lo stomaco, che infastidisce, l’idea che si ha è quella di un gruppo che ti sputa gratuitamente in faccia malessere, disagio e melma. Hardcore e violenza, urgenza e urla. Il basso suda grasso tanto è obeso, pieno e distorto in brani come ‘Over Me’, ‘Wait To Lose’ e ‘Sick’. Di certo nessuno si sarebbe aspettato un trio che ride, scherza, è dannatamente simpatico e allo stesso tempo uccide il pubblico pescando le parti più aggressive del proprio repertorio (‘Committed’, ‘Empty Cartridge’, ‘Scrape’ e lo slide di ‘Blew’). Una band che dedica una mazzata al proprio cane, un’altra ad un loro vicino di casa, che lascia fuori Bush dai propri proclami perchè non c’è tempo per parlare anche di quello. Una band che si avvicina al bis (Oddio, un concerto hardcore con il bis stile metallo anni ottanta?) partendo con qualcosa che viene lasciato perdere dopo quaranta secondi perchè "…ci sembra troppo lenta, non è un concerto dei Led Zeppelin". Coinvolgenti, drogati, sudati, maledetti di New York: ma forse questo è ancora troppo poco per rendervi partecipi del concerto della vita. Dovrete accontentarvi e fare in modo di esserci la prossima volta.

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