U.D.O.: Live Report della data di Mendrisio

Trasferta elvetica per Metallus: anche se a pochi chilometri dal confine italico-svizzero, a Mendrisio si respira un’aria che sa già di teutonico, forse anche per la calata nella città ticinese di herr Udo Dirkschneider.

Attorno alle 20 i rockers Wine Spirit iniziano ad approntare il loro opening act. Robusto rock’n’roll è ciò che i tre propongono, forti di una consistente attività live che li ha resi diretti e piacevoli all’ascolto.

Tocca subito dopo ai teutonici Majesty alzare il tiro della serata ma dal vivo non corrispondono assolutamente a quel fenomeno che sembravano su disco. I “Manowar tedeschi” son stati definiti, ma al contrario della macchina da guerra di Adams e soci, qui ci troviamo davanti ad una band approssimativa, poco coesa che coinvolge poco o nulla dal vivo. Per la cronaca, sono gli ultimi due album a farla da padrone nel loro set, con le varie ‘Reign In Glory’ , ‘Into The Stadiums’, ‘Metal To Metalheads’ ‘Sword And Sorcery’ ed ‘Heavy Metal Battlecry’. Pezzi da novanta, certo, ma con una resa live molto al di sotto delle aspettative.

Si cambia totalmente registro con l’arrivo degli svizzeri Crystal Ball: un avvincente e coinvolgente metal rock a stelle e strisce che non vede punti di cedimento. Un’esibizione che non lascia dubbi, solo hard’n’heavy ben suonato e di immediata percezione. Vengono spillati brani soprattutto dagli ultimi ‘Virtual Empire’ ed ‘Hellvetia’: brani come l’ultima title track,’My Life’ , la scanzonata ‘Dance With The Devil’ e la conclusiva ‘Private Visitor’. Molte se ne son dette anche del simpatico singer Mark Sweeney, ma possiamo assicurare che la padronanza del palco c’è, con tanto di interscambio di spiritosaggini in italiano e dialetto ticinese col pubblico a contorno di un’ottima prestazione vocale. Ecco perché chi scrive si sente di dar loro molto più di una sufficienza al loro show. Bravi! Una intro bondiana annuncia l’arrivo del piccolo rottweiler tetesko di cermania… damen und herren: Udo Dirkschneider e i suoi U.D.O! Il palco appare da subito pulito, senza particolari fronzoli, con dei pannelli a grata posti a lato batteria, highlight lamps su di essi, buoni proiettori luci ed uno spazioso telone bianco sul fondo dove verranno proiettate lungo le due ore di concerto una serie di immagini a tema con talune songs.

Via con la title track dell’ultima fatica di casa U.D.O, che ci mostra il panciuto singer con un pastrano ricco di specchi che lo trasformano in una sorta di mirror-ball da disco anni ’70! La presenza (e possanza) onstage è la solita di sempre e liberatosi del cappottone, ecco comparire la mimetica che da sempre lo contraddistingue. Congedata la recente ‘Bullet And The Bomb’, appare il primo dei numerosi estratti dalla precedente carriera di Udo: quella ‘Metal Heart’ che scatena un boato nella platea! Gli Accept onnipresenti diranno il loro, grazie a bombe come ‘Living For Tonight’ , il medley ‘Restless And Wild/Son Of A Bitch’, ‘Slaves To Metal’ o l’anthem ‘Balls To The Wall’. Un vero plebiscito è quello che le accoglie: come dar torto all’audience??? L’arrabbiato singer dalla voce al vetriolo è anche uomo di spettacolo, che si tramuta prima in cyborg durante l’esecuzione di ‘Man And Michines’ e poi in “monsignor Camillo” durante ‘Holy’.. realmente impagabile! Grande anche il solo dell’uomo rivelazione di questo tour: Igor Gianola, che da vero funambolo, gioca e strapazza la sua Gibson, scende in mezzo al pubblico scherzando e suonando in mezzo ad esso e dulcis in fundo violentando la suddetta sei corde col l’asta del microfono dell’attonito Fitty. Proprio il bassista si lancia poi in continui, gioviali poghi con l’axeman ticinese, alternando i cori assieme al comprimario Kauffman.. tutti potentemente supportati dal buon lavoro di batteria di Lorenzo Milani. Insomma, scorre piacevolmente la data nel Mendrisiotto del ‘Thunderball World Tour 2004’ soprattutto quando la fisarmonica viene imbracciata dal chitarrista tedesco per la folk ballad ‘Trainride In Russia’. Sta al duo-dinamite ‘Princess Of The Dawn’ e ‘Fast As A Shark’ chiudere le danze su un set straordinario come solo il piccolo e biondo Udo sa fare.

Mancano all’appello ancora diverse date alla fine del tour europeo: il nostro consiglio è di far una bella gita fuori porta ed assistere ad un suo esplosivo show!

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