Turilli/Lione Rhapsody: Live Report della data di Taneto di Gattatico

Ci sono concerti a cui devi partecipare, perché servono per intrecciare nuovamente i fili della storia. Questi concerti sono lì, e ti spiegano come mai certe cose rinascono e si evolvono arrivando a toccare un presente vivo e pulsante.

Il ritorno di Luca Turilli e Fabio Lione con la “nuova” creatura Rhapsody è una delle date da segnare con il cerchio rosso sul calendario per chi è appassionato di heavy metal, ancor più se questo qualcuno ha visto crescer sin dal preistorico 1997 una “Storia Leggendaria”. Abbiamo cercato di capire i nuovi passaggi del recentissimo “Zero Gravity – Rebirth and Evolution” anche dal vivo, abbiamo parlato con Luca (leggerete l’intervista su queste pagine a breve) e siamo stati testimoni dei passi d’inizio del tour estivo dei nostri.

Insieme a loro però al Fuori Orario (Taneto di Gattatico, provincia di Reggio Emilia) un live show tutto tricolore: ad aprire le danze gli Ancient Bards e poi i Trick Or Treat.

ANCIENT BARDS

Tra le migliaia di band viste in giro per l’Italia e fuori da confini dello stivale mai mi era capitato di incrociare le mie strade con gli Ancient Bards. Mea culpa, anche se ho sempre seguito (da disco) la loro carriera con interesse. Ultimo colpo discografico dei nostri  “Origine (The Black Crystal Sword Saga, pt.2)”, per una scaletta che pesca dall’ultimo dall’ultimo e gioca sul sicuro proponendo “Impious Dystopia” e “Fantasy’ Wings”.

I ragazzi giocano decisi guidati da una Sara Squadrani decisamente in forma che regge un palco con la tranquillità dei fuoriclasse. Altre ottime perle “Across This Life” e “The Birth Of Evil”, ma da applausi una versione da brividi di “Light” (estratta da “Origine…”) e vero gioiello di emozione anche dal vivo. Bravi.

TRICK OR TREAT

Il pubblico continua a crescere, rumoreggia ed aspetta il quintetto (praticamente) di casa. I T.o.T. scelgono una scaletta piuttosto varia, cercando di accontentare tutti i presenti ed iniziano a “lavorari” ai fianchi del pubblico con il primo singolo del progetto dedicato ai 12 Cavalieri d’Oro del Grande Tempo di Atene (Se non avete la minima idea di che cosa sto parlando avete avuto una infanzia triste e solitaria ndA.) con “Aries – Stardust Revolution”.  Diretta, incisiva e dal grande impatto live. Impatto che poi si ritrova in buona parte del set di Alle Conti & Co. , perché “Cloudrider” è una canzone dallo spessore incredibile (da “Rabbit’s Hill pt.2”) e perché saper far incastrare serio e faceto non è cosa da tutti.

Ecco perché quando dal cilindro di “Re-Animated” escono “Ken Il Guerriero” e “Jem” la folla praticamente esplode. Praticamente obbligatorio il duetto con Sara Squadrani per “Jem”, chiamata da Alessandro sul palco per ricalcare quella presente sul disco.  Bello il momento dedicato ad Andre Matos, con un pensiero e “Prince With a 1.000 Enemies” cantata insieme a lui in “Rabbit’s Hill pt.1”. Saluti con “United” e la soddisfazione di aver visto davvero una band in palla.

TURILLI/LIONE RHAPSODY

Una storia che si rinnova e prende una strada più adulta e complessa, sviluppa in nero una trama musicale che cerca soluzioni diverse. Rinascita ed evoluzione? In un certo senso sì, partendo poi da quel tour reunion, ed abbracciando letteralmente il titolo del debutto discografico dei Turilli / Lione Rhapsody trasformando in credo monolitico. Ecco perché partire con “Phoenix Rising” e giocare subito sulla scommessa di un disco uscito proprio il giorno prima del live emiliano (5 luglio).

Picchiano durissimo Dominique, Patrice, Alex, Luca e Fabio. Sfidano il pubblico e crescono d’intensità con una “Dawn Of Victory” quasi ai limiti del thrash metal. Spazio poi per la title track dell’ultimo nato e poi un tuffo nel passato che all’improvviso sfocia in un black out.

Durante la parte strumentale di “The Wizard’s Last Rhymes” qualcosa decide di non funzionare a dovere e silenzia la band. Fabio Lione si dimostra consumatissimo showman e cerca di non far calare la tensione tra il pubblico, si avvicina, parla, praticamente guadagna tempo prima del recupero di almeno parte dell’impianto luci. La band sfrutta il momento e lancia il secondo singolo “D.N.A. (demon and angel)”. Certo, manca Elyze Ryd, ma la resa è tutto sommato soddisfacente, compresa quella del pubblico che dimostra di aver ascoltato (e visto) il singolo sfruttando video ed audio ufficiali.

Tanta Italia nella scaletta dei nostri, Fabio piace con “Lamento Eroico” e prima ancora “Con Te Partirò”. Piccoli momenti di pausa all’interno di un set decisamente battagliero, con “Land Of Immortals” (L’urlo del pubblico! Nda.) e “Knightrider Of Doom” prima del tour de force finale di “Arcanum (Da Vinci’s Dilemma)” e “Unholy Warcry”.

Non una conferma, ma una certezza. Crescita ed evoluzione. Il primo passo italiano della nuova forma musicale di Luca Turilli e Fabio Lione è stato fatto.

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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