Trivium + We Butter The Bread With Butter: Live report della data di Pinarella di Cervia

Foto: Stefano Mastronicola
Testo: Silvia Autuori

I fans della band americana accorsi in Romagna hanno dato dimostrazione di grande affetto e partecipazione a Matt Heafy e soci, riempiendo ogni spazio del Rock Planet, le cui porte si sono aperte intorno alle 21.

A battezzare il palco ci pensano i We Butter The Bread With Butter, ma la performance della band tedesca viene accolta con pochi applausi e scarso coinvolgimento del pubblico.

Passate le 22, si scatena l’inferno. Nick Augusto si posiziona alla batteria, Corey Beaulieu prende posto a sinistra con la sua chitarra così come fa il bassista Paolo Gregoletto ed infine al centro il lead vocalist Matthew Kiichi Heafy.

Si parte con “Throes of Perdition”, track contenuta nel quarto album “Shogun”, e la testa di Corey (l’unico capellone superstite) comincia a girare. Il pogo entra subito nel vivo, ognuno perde la sua posizione, riacquistata solo quando c’è da gridare per quattro volte assieme a Matt e Corey “Die”. E’ il saluto dei Trivium. accompagnato dall’apprezzato “Buon Ferragosto” da parte di Heafy.

L’intro della chitarra di Beaulieu dà inizio a “Down From The Sky”, anche questa dall’album “Shogun”. In effetti, del quarto album, la band di Orlando proporrà quattro pezzi, tra cui la titletrack, un evento per i fans dei Trivium, la cui maggior parte la considera una delle canzoni migliori in assoluto.

Nel viaggio a ritroso, i Trivium propongono anche “Becoming The Dragon”, unica track dall’album “The Crusade”. L’assolo incrociato al termine della canzone viene accolto da un mare di applausi. Matt Heafy si lascia andare a complimenti alle ladies presenti, soprattutto per la loro conoscenza dei testi. Ma è l’intera platea del Rock Planet a stupire la band quando è il momento di cantare insieme “Brave This Storm”, ovvero il singolo che anticipa l’uscita del sesto album, “Vengeance Falls”.

Il flash dei Trivium versione contemporanea prosegue con “Watch The World Burn” per poi balzare nuovamente all’indietro con “Like Light To The Flies”, primo singolo estratto dal secondo album “Ascendancy”, e giù ancora applausi sia per la scelta della canzone nella set list, sia per aver permesso a Corey Beaulieu di far sentire come urla di piacere la sua Jackson sotto il suo tocco. Ed a proposito di pezzi storici ecco “Fugue”, dal primo album:

un tuffo nel passato per i presenti e probabilmente per lo stesso Heafy, considerato che quando uscì il debut album non aveva neanche 18 anni.

Ma la vera sorpresa è con “Strife”, ovvero un’altra canzone contenuta nell’album “Vengeance Falls”, della quale però, fino a quel momento, i fans hanno potuto ascoltare solo le versioni live ai vari fest (Resurrection, Wacken). Il bassista Gregoletto, sempre su Facebook, ha commentato così: “Hearing the intro guitar part for Strife sung by the crowd last night was epic!”. I fans italiani in pratica avevano già memorizzato la chitarra di una canzone che ufficialmente ancora non era uscita.

C’è ancora voce. I Trivium non concedono e non si concedono un attimo di pausa, anche perché ci siamo: il finale è lì, carico come un pacco bomba. E a proposito di esplosioni, ecco “A Gunshot to the Head of Trepidation”, uno degli esempi più limpidi di quanto la band americana abbia attinto con talento e rispetto da Slayer e Metallica.

Il momento è epico. Parte uno degli intro più apprezzati dai fans di Heafy e soci: “Kirisute Gomen”, riferimento alla pratica dei samurai ed omaggio alle origini giapponesi del lead singer. Ma il vero omaggio, il vero momento topico è quando partono le note di “Shogun”, accompagnate dall’entusiastico coro dei presenti che si rendono conto che stanno per partire dodici minuti di puro godimento. E ci si sente fortunati, perché non è un brano che negli ultimi tempi ha trovato spazio nelle set list dei Trivium. Un vero peccato, perché è la sintesi perfetta della triade heavy-melodic-heavy che contraddistingue la band americana. Per l’occasione, la seconda voce di Paolo Gregoletto, diventa un punto luce tra le ombre del palco: un momento conciliante che si ripete anche quando è il momento di urlare “In Waves”, anticipata dall’instrumental “Capsizing The Sea”.

La chiusura è affidata alla storica “Pull Harder On The Strings Of Your Martyr”, sempre dall’album “Ascendancy” e l’unica ad avere una firma ormai dimenticata: quella dell’ex batterista Travis Smith.

Il concerto è finito. Comincia la caccia ai plettri lanciati dal palco. Ma inizia anche il conto alla rovescia per ritrovare i Trivium in Italia con il nuovo lavoro “Vengeance Falls”, in uscita il 15 ottobre.

Set list TRIVIUM:

– FFVII AC “Divinity I” Intro
– Throes Of Perdition
– Becoming The Dragon
– Brave This Storm
– Watch The World Burn
– Like Light To The Flies
– Black
– Fugue
– Strife
– Drowned And Torn Asunder
– Dusk Dismantled
– A Gunshot (to the head of trepidation)
– Kirisute Gomen Intro Interlude
– Kirisute Gomen
– Shogun
– Capsizing The Sea Interlude
– In Waves
– Pull Harder (On The Strings Of Your Martyr)
– FFVII AC “One Winged Angel” Outro

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