Trick Or Treat: Live Report e foto della data di Porto d’Ascoli

Ammetto la sorpresa: trovarsi di fronte ad un concerto interessante mentre l’italiano medio è ancora alle prese con i postumi del capodanno è un balsamo per scappare dalla routine quotidiana dell’”Anche a te e a famiglia”.

Affrontare la rottura della routine natalizia tra presepi, capodanni vari ed eventuali e discese in divenire di befane è stato un bel regalo portato nelle Marche dai Trick Or Treat.

Un live report facile-facile per chi scrive, perché amo la componente “fun” e quella più “seria” dei T.o.T. e perché non troppo distante dal paesello per una trasferta sul velluto. Però, intendiamoci, anche dannatamente complicato perché raccontare emozioni e suoni è maestria di parola complessa, difficile da plasmare anche per chi a cavallo della sua prosopopea si crede un Pulizter del quartierino.

Tra emozioni di un tempo che fu e power metal che più europeo (ed italiano) non si può, i Trick Or Treat sembrano quasi quell’anello di congiunzione tra adolescenza (più o meno prolungata) ed età matura, passaggio sottile e complicatissimo anche per chi alla soglia degli “’anta” non ha la benché minima intenzione di mollare la presa da palchi, concerti ed headbanging.

I Trick Or Treat sono ancora al lavoro per dare il giusto spessore al progetto legato alla corsa dei Cavalieri di Atena verso le stanze di Arles, ma questo non ha impedito di portare sul palco del Florentia una selezione di quanto già pubblicato tramite social e condiviso con i raisers che hanno sostenuto il progetto di “Legend Of The XII Saints”.

Ormai “obbligatorie” in apertura di set l’intro e “Aries: Stardust Revolution” a chiarire subito che i nostri credono in un progetto ambizioso ed al tempo stesso decisamente poco “consono” vista l’uscita mensile di un singolo dedicato ad un cavaliere d’oro. Dall’imminente nuovo album (qualche mese ancora di pazienza…) anche “Lybra: One Hundred Dragon Force” e “Taurus: Great Horn”.

Ma lo spettacolo è stato anche quello di una band sulle piccole assi del locale marchigiano, coinvolgente e soprattutto divertente nel sapere prendere per mano i fan. E allora spazio a “Re-Animated” con Alle & Co. alle prese con l’infanzia del 99% dei presenti. “Ken il Guerriero”, “Jem” e “What Is My Destiny Dragonball”, senza dimenticare la pirotecnica (e finale) “Pegasus Fantasy” nonostante il casco di Shiryu.

Da un passato non troppo distante i conigli dal cilindro “The Great Escape”, “Loser Song” e dal primissimo album “Evil Need Candy Too” la title track a braccetto con la spassosa cover di Cyndi Lauper “Girls Just Want to Have Fun”.

90 minuti di divertimento: un regalo da scartare ogni volta possibile.  

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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