Trick Or Treat: Live Report e Foto del concerto di Fabriano

Anima(e) heavy metal e cuore “nerd”. Per i Trick Or Treat niente di semplice da far coesistere. Nella giornata che ha visto il debutto in terra nipponica di “Re-Animated”, la band modenese ha scelto di festeggiare calcando le assi di un palco.

In perfetto equilibrio tra serietà e divertimento, i nostri hanno calcato il palco del Sonic Room di Fabriano, il 31 ottobre. La notte di Halloween, la notte del “Trick or Treat”. Ovviamente.

Un concerto dove la componente “Happy”, mai negata dai 5 ragazzi emiliani, è stata una (Piccola nota di colore, invece di “una” avevo scritto originariamente “Uan”. Un coincidenza? Io non credo. Nda.) parte fondamentale di una festa che ha messo in scena una delle band più divertenti della scena italiana.

Spazio – ampio – all’ultima fatica dei nostri, con le sigle degli anime a cavallo (profezia autorealizzante? chissà…. Nda.) tra anni ’70 ed ’80 protagoniste di buona parte del live. Scelta apprezzata dai presenti all’interno del Sonic Room, che hanno accompagnato la prova della cricca capitanata da Alessandro Conti urlando fino a spaccarsi la voce.

Doppietta d’apertura come “Re-Animated”, quindi “Batman” ed “I Cinque Samurai”. Subito una frustata d’energia che diventa ancora più intensa con un pezzo dal repertorio storico dei modenesi, “Loser Song”. Una bel tutto nel passato e decisamente efficace oggi così come 10 anni fa (la canzone è infatti contenuta nel secondo album dei nostri, “Tin Soldiers” del 2009).

“Jem”, “Devilman” e l’inno generazionale del quasi 40enne: “Ken il Guerriero”. Una canzone che si lega ai ricordi di primissima gioventù, quando per scoprire le gesta di Kenshiro si era costretti ad attendere canali sconosciuti e dalla resa televisiva discutibile. Ma l’attesa era il centro di tutto, così come per uno dei primi ricordi del sottoscritto, almeno a livello anime: “Daitarn III”. Anche questa ovviamente presente nel set dei nostri.

Momento “fun” della serata una versione di “Robin Hood” cantata in “modalità cavallo” da parte di Conti. Esperimento bizzarro, senza dubbio, ma dannatamente divertente e riuscito. Nonostante qualche nitrito inaspettato….

Una scaletta che ha premiato anche “Rabbits’ Hill Pt.2”, con “Cloudrider”, “The Great Escape” e “United” a dare corpo alla proposta di una band che dai tempi della nascita come gruppo cover Helloween (Anno del Signore 2002 d.C.) si è evoluta verso lidi personali ed emozionanti.

Bambini ma non troppo insomma, perché quando si riesce a dare una concretezza al “cerchio” che completa l’essere umano verso l’”età adulta”, allora possiamo parlare di un mix ben riuscito. Bravi, davvero. Ora cresce l’attesa per le nuove mosse dei nostri, che da qui ad una manciata di mesi (forse anche meno) saranno ufficializzate.

2 ore di puro divertimento.

つづく

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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