Treat: Live Report della data di Bologna

Imperdibile Swedish Night organizzata da Bologna Rock City. Non siamo all’Ikea, ma al Sottotetto di Bologna per una serata che mette insieme tre delle proposte piu’ interessanti del panorama hard rock melodico svedese. La scaletta mette assieme due generazioni e mezza di rocker, con i veterani e colpevolmente sottovalutati Treat supportati per l’occasione dai giovanissimi H.E.A.T. e da una delle new sensation del genere, The Poodles. Prima di parlare di musica, è interessante far notare come l’ottima affluenza di pubblico si sia distribuita in maniera significativamente differente per i tre concerti, con una concentrazione massima raggiunta per le due band giovani ed una diminuzione consistente (peccato davvero) per lo show dei Treat. Detto ciò, va lodata la professionalità di tutti i musicisti, il cui arrivo è stato ritardato dal traffico del rientro dalle "vacanze" del Primo Maggio: risultato, l’arrivo al luogo del concerto appena in tempo per scaricare gli strumenti sotto gli occhi della gente già in coda e fare un soundcheck al volo che piu’ al volo non si poteva, prima di saziare a dovere la fame di rock degli spettatori.

Che gli H.E.A.T. avessero fatto un ottimo album di debutto lo si sapeva, ma che la loro performance live fosse su livelli di coinvolgimento francamente irresistibili era tutto da scoprire. E così è stato. Sono bastate le prime note di "There For You" per incendiare il pubblico, soprattutto grazie al carisma ed al talento del cantante Kenny Leckremo, una voce semplicemente strepitosa che non ha risparmiato nemmeno per un attimo, raggiungendo vette impossibili e mantenendo per tutta la durata dello show un’energia incredibile. Una scaletta puntellata sull’esordio omonimo e su un paio di estratti dal nuovo "Freedom Rock" ha piu’ che riscaldato la folla, scatenando la corsa al banchetto del merchandising per stringere le mani dei protagonisti. Sul piano strettamente musicale, fra le canzoni proposte quella che ha colpito di piu’ – perché piu’ metteva in risalto la capacità della band di esprimersi anche su tempi e sfumature diverse – è senz’altro "Cry", anche se tutta la performance è stata di un’intensità difficile da eguagliare.

I The Poodles ci hanno provato, e ci sono quasi riusciti, sopperendo con una grande presenza scenica a qualche piccolo calo in una scaletta complessivamente piu’ che buona. Pure in questo caso menzione speciale al cantante Jakob Samuel, molto piu’ convincente dal vivo che in studio. Alcune perplessità sul massiccio uso di campionamenti non hanno frenato l’entusiasmo degli spettatori, che conoscevano e cantavano buona parte dei pezzi proposti. Tra questi, particolarmente suggestivo il crescendo di "Flesh And Blood" e vincente (piu’ di altri, in ogni caso) il chorus di "Like No Tomorrow".

Il compito di chiudere la serata, dopo due performance di così grande intensità, si presentava piuttosto difficile per i Treat. Il vantaggio dei veterani era un repertorio su cui non c’era che l’imbarazzo della scelta e un album, l’ultimo "Coup De Grace", che è un capolavoro di AOR/hard rock del nuovo millennio. Alcuni titoli in particolare – "Roar" e "Skies Of Mongolia" su tutti – sembravano fatti apposta per essere suonati dal vivo, e così è stato puntualmente, con conseguente partecipazione del pubblico. In questo modo, con la classe della band (menzione speciale in questo caso al chitarrista e anima dei Treat Anders Vikstrom, non dimentichiamo che ha scritto pezzi per giganti del pop e del rock mondiale) e la qualità dei brani in scaletta Robert Ernlund e soci hanno saputo soddisfare chi si attendeva, a quel punto della serata, la ciliegina sulla torta. Il trasporto emotivo di un pezzo come "We Own The Night" e la celeberrima "World Of Promises" sono tra i ricordi piu’ belli di una serata da ricordare, dall’inizio alla fine, grazie a tre band che hanno mostrato come abbia perfettamente senso continuare a suonare un certo tipo di musica, oggi.

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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