Trash Fest VI: Live Report del Day II

La seconda giornata del Trash Fest ha una tabella di marcia parecchio fitta e intensa, tanto che i concerti hanno inizio molto presto, alle 19.30 per la precisione e contando il numero ancora esiguo di presenze, questo sta a significare soltanto che la maggior parte del pubblico è ancora reduce dei protratti bagordi della serata precedente.

Riusciamo ad ogni modo ad assistere alla parte finale del set della band di apertura gli Apollo’s Child capitanati dall’istrionico frontman Jaakko Turunen. La formazione, precedentemente nota con il nome di The Last Room non è nuova al palco del Gloria e vede tra le sue fila, in veste di chitarrista, anche Ben Christo dei Sisters Of Mercy che cattura davvero l’attenzione con il suo forte carisma e bravura. Tra i pezzi proposti spiccano “Shine” e la melodica “Memory Lane”, mentre la cover di “Quicksand Jesus” degli Skid Row non convince a pieno, in fondo arrivare a quelle tonalità non è proprio facilissimo. Il prossimo gruppo in scaletta è una new entry da queste parti, i Murder F.M. formazione americana proveniente dal Texas che da poco è entrata a far parte del rooster di Mama Trash. La band ha un forte impatto visivo e fortunatamente non solo quello, infatti è in grado di stupire tutti con la grande carica energetica che sprigionano i loro pezzi, con cambi di tempo repentini e ritmi sincopati che talvolta ricordano i migliori Sevendust, come su “Anthem For The Used” veniamo assaliti da un muro del suono davvero imponente, convincente anche “As Beautiful As You Are”. C’è  anche spazio per una cover del famoso hit dei Simple Minds, “Don’t You, Forget About Me”, stravolta e personalizzata a dovere che riesce a smuovere anche i più stanchi e timidi delle retrovie. Dopo di loro è la volta dei norvegesi Malice In Wonderland che partecipano per la seconda volta a questa kermesse e fortunatamente la sala inizia ad animarsi e a riempirsi a dovere, supportando il gruppo dall’inizio alla fine. Il concerto inizia subito per il verso giusto con la band in perfetta forma che riesce a dimostrare di che pasta è fatta, risultando non solo una formazione con una bella presenza, ma anche con tanta sostanza. Vengono proposti sia brani più recenti come la convincente “Live For Today, pezzo che avevamo avuto modo di sentire anche nell’edizione del festival dell’anno scorso, ma anche composizioni storiche come “Devil Dance” e la conclusiva “Lucifer’s Town” estratte dal primo lavoro in studio. Molto convincente anche la cover di “Rain” dei The Cult che suggella una performance perfettamente riuscita. Ora non ci resta solo che attendere il loro nuovo e tanto atteso album in uscita il prossimo dicembre.

Altra new entry in cartellone è la formazione dei States Of Panic, gli ex Peepshow per capirci. Fin dalle prime note veniamo aggrediti piacevolmente dal sound ruvido e punk oriented della formazione gallese. I pezzi ci vengono sbattuti in faccia uno dietro l’altro senza sosta, irrefrenabili, violenti senza lasciare respiro alcuno, ma nessuno si lamenta anzi, sono davvero uno spasso, in particolare “Waking The Dead” è dedicata a tutti quelli che sono incavolati contro il sistema corrotto, la politica e tutte le varie brutture che giornalmente ci affliggono ed è un brano vincente e rappresentativo dell’attitudine della band.

Gli headliner di oggi sono i tedeschi Lord Of The Lost, il gruppo preferito della organizzatrice e a quanto pare anche dei presenti in sala, perché tutto d’un tratto muoversi risulta davvero arduo. La band fa il suo ingresso introdotta dalla colonna sonora di Rocky e come dei veri campioni prendono subito in mano le redini della serata. La band ne ha fatta di strada e di esperienza ed è molto maturata sia a livello musicale che a livello scenico, sono tutti dei veri animali da palco ed è impossibile non rimanere impressionati dal loro set. La scaletta riesce a spaziare ampiamente tra tutto il repertorio del gruppo di Amburgo, accontentando sia i vecchi fan con i pezzi tratti dal debutto “Fears”, come l’emozionante “Break Your Heart” e la sempre splendida “Dry The Rain” e altri tratti dagli altri lavori più recenti come il tormentone “Sex On Legs” e “Prison” e song estratte da “Die Tomorrow” come la ruffiana “Black Lolita” e la sinuosa “Blood For Blood” che fa cantare tutti i presenti. C’è anche tempo per un’inaspettata cover dei Roxette di “Sleeping In My Car” riproposta nello stile goliardico del gruppo. Nella parte finale non può affatto mancare “Die Tomorrow” pezzo che mette davvero la carica addosso, la ormai inconfondibile “Black Romance” di Lady Gaga, pezzo forte in ogni scaletta che si rispetti e la conclusiva e autocelebrativa “Credo” che sancisce ancora per una volta la superiorità della formazione teutonica. Prima della consueta jam session finale con tutti gli artisti convenuti nella due giorni di Helsinki, c’è ancora tempo per la performance di vDiva, cantante dei Lost Area e altra new entry nella Trash Family, qui in veste acustica per regalare ai presenti una prestazione altamente suggestiva e in certi momenti anche toccante, come in “Change”, dove la sua voce riesce a regalare forti emozioni. Molto riuscita anche la versione di “Lost In This World” che si permea di malinconia e ci fa scoprire la bellezza di questo pezzo anche in questa veste. Chiusa questa bella parentesi acustica, finalmente arriva il momento più amato da tutti, quello delle varie jam session finali e quest’anno c’è stato davvero l’imbarazzo della scelta con l’alternarsi dei vari musicisti su svariati pezzi, il primo brano proposto è “Personal Jesus”, non serve scrivere di chi vero? Al microfono troviamo Chris Wicked dei Malice In Wonderland che da il suo tocco speciale al brano, accompagnato da componenti degli Apollo’s Child e States Of Panic, mentre nella riuscita cover di “(s)AINT” di Marilyn Manson c’è il leader dei Murder F.M., assieme a Jack dei Private Line. Su “Heroes” pezzo meraviglioso del Duca Bianco le redini vengono prese da Chris Harms dei Lord Of The Lost affiancato da Ben Christo alla chitarra, mentre su “My Girlfriend’s Girlfriend” dei mai dimenticati Type O’Negative fa il suo ingresso vDiva dei Lost Area affiancato da vari membri dei Lord Of The Lost, Murder F.M. e Malice In Wonderland. Una cover insolita di “Smalltown Boy” dei Bronski Beat vede sul palco Steven Lynx degli italiani Helldustrya alla voce, Ben Cristo alla chitarra e componenti dei Malice in Wonderland, States Of Panic e Lord Of The Lost, il pezzo è parecchio impegnativo nella versione originale, ma il gruppo ci mette del suo per renderlo più aggressivo e superare l’ostacolo. Sulle note della travolgente “White Wedding” di Billy Idol con il palco invaso praticamente da tutti i musicisti presenti volge al termine anche per quest’anno la seconda serata del Trash Fest, ma forti della certezza di un nuovo appuntamento per l’anno prossimo, sappiamo già cosa fare, segnare immediatamente le date di ottobre 2014 sul calendario e non prendere altri impegni.

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