Trash Fest IV: Live Report – Day II

Secondo giorno di Trash Fest e si inizia subito con una sorpresa molto divertente, a presentare gli artisti in cartellone questa sera, troviamo Del Rio frontman degli australiani Sunset Riot, accompagnato per l’occasione da una “signorina” d’eccezione, Chrystal Harms, “sorella” del più noto Chris Harms del gruppo tedesco dei Lord Of The Lost, che aveva introdotto le band nella giornata precedente. I vari siparietti proposti dai due, tra un gruppo e l’altro, daranno una nota di colore in più alla già interessante scaletta odierna.

La prima formazione a salire sul palco alle 20.30 sono i Kinetik Control, gruppo finlandese formato da Sauli Vuoti alla voce e chitarra, Pasi Nopanen al basso, Miro Kontio e Andy Velin  alle chitarre, Toni Raehalme alle tastiere e Jake Luukkonen alla batteria. Purtroppo dal vivo la band non riesce ad ingranare risultando fredda, distaccata e poco coinvolgente anche nei confronti di un contatto con il pubblico. Il loro sound comunque è molto più aggressivo in sede live e decisamente più metal, rispetto a quanto sentito sul loro MySpace e su tutti i brani eseguiti, spiccano di sicuro “No One Knows About Us”, “Don’t Get Me Right” e “Chinese Medicine”. Il prossimo gruppo in cartellone è un combo chiamato Stala & So. e ci sarà da aspettare un pochino prima che i nostri salgano sul palco, in quanto ci vuole un bel po’ di preparazione per sistemare lo stage, vengono messi dei boa di struzzo colorati su ogni asta del microfono e in più, vicino alla batteria, una bella impalcatura, incastonata da mille lucine che si accenderanno all’occorrenza durante il loro set. Se queste sono le premesse, questo gruppo già inizia a essere simpatico, ancor prima di aver iniziato a strimpellare una nota. Ad ogni modo appena vengono abbassate le luci, si nota un bel boato da parte del pubblico e vediamo con sorpresa, che ci sono parecchi personaggi variopinti che scalpitano per l’ingresso del five-piece. Anche il look della band è bello esagerato e kitch, in stile glam anni 70 alla T.Rex, Ziggy Sturdust, come ci piace tanto e ad accompagnare tutto questo, c’è la musica: divertente, allegra e scanzonata, un misto di hard rock in stile Kiss, arricchito da un velo di malinconia tipico di queste lande scandinave. Un esempio su tutti la song “Bye Bye”, in cui il singer si lascia trasportare dal testo, fino a commuoversi in modo visibile. Bravi, sicuramente la sorpresa della giornata.

Dopo di loro è la volta del gruppo inglese dei New Generation Superstars, ormai una presenza fissa da tre anni a questa parte. Che dire su di loro, a parte il fatto che sono una garanzia su quello che andremo a vedere e sentire. Non sbagliano un colpo e il loro robusto e irriverente street rock’n’roll, ha la capacità di infiammare tutti i presenti, infatti basta vedere le esagitate prime file, per capire che ormai da queste parti, sono riusciti a costruirsi un discreto seguito, merito anche di tour costanti in patria con nomi quali L.A. Guns, Love/Hate, Great White e tanti altri. Il loro sound è bello sporco e pezzi come “Nothing To Lose” e “Do It Cus I Can”, ricordano la strafottenza e l’energia di formazioni come Backyard Babies e Hellacopters. Irrefrenabili e assolutamente da vedere dal vivo.

Come penultimo gruppo in cartellone troviamo gli svizzeri Stoneman, qui alla loro seconda partecipazione al Trash Fest. L’anno scorso i problemi tecnici avevano rovinato quasi totalmente il loro set, questa volta è andata un po’ meglio, anche se la prima parte del concerto, è stata caratterizzata da suoni pessimi e da altri problemi alla chitarra. Fortunatamente andando avanti, la situazione è riuscita a sbloccarsi e ha permesso al giovane gruppo elvetico, di mostrare di che pasta sono fatti. L’inizio spetta a “Devil In A Gucci Dress”, il loro brano più riuscito tratto dall’album “Sex. Drugs, Murder” del 2006, per poi alternare sia pezzi tratti dall’ultimo valido “Human Hater”, di recente uscita, quali la potente “Hope You All Die Soon”, la title track, “Suicide Is A Suicide” e la conclusiva “Zombie Zoo”, con brani dai precedenti lavori, quali la dirompente “Wer Ficken Will” e la pesantissima “I Am Taking Your Life”. Anche il singer stavolta sembra più in forma rispetto l’edizione precedente, è più carico e anche a livello vocale è ineccepibile. Headliner della serata troviamo Acey Slade, nome noto nel circuito musicale per aver militato con nomi illustri quali Murderdolls, Dope e Trashlight Vision. Ad accompagnarlo sul palco ci sono musicisti d’eccezione come Niklas Etelavuori degli Amorphis al basso e Jack dei Private Line alla chitarra. Il suo set sarà incentrato da brani tratti da ogni lavoro in cui ha preso parte con le band in cui ha militato, come  l’irrefrenabile “Allergic To You” dei Trashlight Vision, dedicata a Mama Trash, organizzatrice del festival. Ci sarà comunque modo anche di sentire il nuovo singolo in uscita in aprile, “She Brings Down The Moon”, il cui video è stato filmato a New York da Sean Pierce (Theo And The Sky Scrapers, The Toilet Boys) e di sentire anche alcune cover come “She Sells Sanctuary” dei The Cult, quì velocizzata e più grezza e “White Wedding” di Billy Idol. Decisamente un ottimo set per chiudere in bellezza un venerdì sera ad alto tasso rock.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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