Therion: Live Report di una band in declino (Brescia, 19 gennaio)

C’era qualcosa che non andava ieri sera. La sensazione è che mancasse veramente qualcosa. I Therion arrivano in Italia con un tour quasi celebrativo, senza nuovi album da promuovere dopo il mezzo passo falso di “Les Fleurs Du Mal“, accasatisi nuovamente da mamma Nuclear Blast.

Ecco cosa non va. C’era un po’ di tristezza. Ricordo l’uscita del doppio Lemuria / Sirius B. Una produzione ingente e maestosa, un lavoro enorme nella realizzazione; un nome, quello dei Therion, allora tra i grandi del metal. A ormai 12 anni da quell’uscita, il declino di una band, da sempre considerata innovativa, è abbastanza evidente. Un declino che non è determinato ne dalla mancanza di determinazione del leader Christofer Johnsson, ne tanto meno dalla mancanza di qualità musicale. La band che Johnsson ha assemblato è di primo livello, con Thomas Vikstrom a capitanare la formazione, insieme alle altre due voci femminili: Linnea Vikstrom (sorella di Thomas) e l’italiana Chiara Malvestiti. La setlist è altrettanto interessante, con più di qualche sorpresa, come il quartetto iniziale tratto da “Secrets Of The Runes” e alcune chicche come “Melek Taus“, bellissima e intensa, “Draconian Trilogy” di cui vengono eseguite la parte II e III, “Kings Of Edom“, dal sottovalutato “Sitra Ahra” o ancora la titletrack di Lemuria, introdotta da un’emozionantissima Chiara.

Ma i Therion sono altra cosa. Sono uno spettacolo imponente, sono una vera e propria orchestra, sono un pubblico a 3 zeri, non sono basi e tastiere registrate. Non si può certo dire che quello del Colony sia stato un brutto concerto, ma la sensazione di malinconia per una band che ormai ha perso la scintilla degli anni migliori c’è tutta. E’ apprezzabile l’impegno, tanto quanto la prova tecnica che la band offre sul palco. La presenza di tante basi registrate e l’assenza di qualsiasi tipo di tastiera purtroppo incide negativamente sulla resa dei pezzi (sulla finale To Mega Therion è stato più che evidente), che comunque vengono valorizzate dalle tre voci.

Che dire. Bravi per l’impegno, ma onestamente vedere così una band come i Therion di fronte a 200-300 persone scarse fa molto “viale del tramonto“. Un peccato davvero.

In apertura abbiamo visto i Luciferian Light Orchestra, capitanati anche questi da Christofer Johnsson, alle prese con un retro-metal, doom e a tratti sinfonico niente male. Una sorta di Abba meets Metal (esperimento già riuscito in casa Therion) che a conti fatti risulta quasi più efficace in questo contesto della prova degli headliner. Leggeri e sufficientemente freschi, cavalcando la moda dell’occult rock con voce femminile.

Therion 2015

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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