Therapy?: Live Report della data di Roma

Di questi tempi non sembra poi così difficile fare la rockstar. Basta essere scontrosi e misteriosi quanto basta, oppure vendersi anche la dentiera della mamma per passare un paio di volte in più su Mtv. Per fortuna c’è ancora gente come i Therapy? e Andy Cairns che ci ricorda quanto è bello essere semplici rocker: di quelli che hanno ancora voglia di perdere tempo a firmare un paio di chili di autografi e fare la foto anche con la donna delle pulizie. E di fare un intero concerto con il sorriso ben stampato sulla faccia.

Aprono la serata gli Halo, quartetto romano che presenta un sound di matrice hardcore che gioca più sulla pesantezza che non sull’aggressività. Il pregio principale è quello di non annoiare mai, nonostante una certa scolasticità della proposta, soprattutto nel finale della mezz’ora a loro disposizione.

Con l’arrivo sul palco dei Therapy? l’atmosfera si riscalda decisamente. Il concerto inizia come l’ultima fatica, con ‘Hey Satan – You Rock’, anche se è solo con ‘Turn’, il primo estratto dal successone ‘Troublegum’ poi saccheggiato nel corso del concerto, che il pubblico, tutt’altro che sparuto, diventa attore e partecipe dello show.

La band snocciola brani da quasi ogni album della propria discografia – le eccesioni sono ‘Pleasure Death’ e ‘Shameless’ – e con un ovvio occhio di riguardo all’ultimo ‘High Anxiety’, da cui vengono pescate anche ‘Stand In Line’, ‘If It Kills Me’ e ‘My Voodoo Doll’ che apre i bis, poi chiusi con la storica ‘Teethgrinder’. Uno dei momenti migliori dello show arriva quando Martin McCarrick si dedica alla viola elettrica per un paio di song estratte da ‘Infernal Love’: ‘Stories’ e una splendida ‘Diane’, nella quale il suo strumento fa da unico contraltare alla voce di Cairns. Certo non sono mancati i difetti, soprattutto per un eccessivo impastamento della voce a causa di volumi vicino e spesso oltre il livello di saturazione.

Ma la simpatia e l’entusiasmo della band britannica hanno sopperito senza fatica a queste piccole pecche, per condurre in porto uno show non memorabile, ma di certo non trascurabile. Come al solito e come sempre, niente che salverà o rivoluzionerà il mondo del rock, ma la forza dei Therapy? rimane quella di non avere mai avuto la pretesa di farlo.

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