The Winery Dogs: Live report della data di Trezzo

Era preventivabile, data la caratura internazionale dei musicisti coinvolti, l’alto livello dello spettacolo cui avremmo assistito così come una positiva affluenza di pubblico; la realtà ha però sorpassato l’immaginazione poiché il Live Club di Trezzo sull’Adda era quasi al completo per assistere alla prima calata italica dei The Winery Dogs che dal canto loro non hanno lesinato in tecnica, presenza scenica e hooklines di facile presa.

La serata era stata aperta dal buon hard ‘n’ heavy dei The SixxiS per i quali ricordiamo con piacere la prova della sezione ritmica, soprattutto del bassista Mark Golden ma non possiamo dire altrettanto di composizioni abbastanza prevedibili tra Badlands e altre storiche hard rock band. Dopo il cambio di palco, l’esplosiva “Elevate” fa subito capire come il livello degli headliner sia di tutt’altro spessore anche se la cosa che ci ha più colpito è stata il trasporto con qui questo navigato trio ha proposto le tracce tratte dal proprio esordio discografico nonché qualche immancabile cover.

Anche se non possiamo cancellare il ricordo del giovane (e ben più dinamico) Mike Portnoy dobbiamo riconoscere che quest’attitudine più scanzonata (che si può cogliere anche quando è alle prese con Transatlantic e Flying Colors) gli calza a pennello, con un drumkit minimalista ma tanta voglia di divertirsi; Billy Sheehan è il solito mostro al basso eccedendo in alcuni casi in autocompiacimento (l’assolo) ma anche generando momenti memorabili come la soffusa intro di “You Saved Me” o il cuore pulsante di pezzi come “Six Feet Deeper”, “Not Hopeless”, “I’m No Angel” e “Desire”.

A nostro parere però il vero catalizzatore della band è indubbiamente Richie Kotzen (il cui valore non è rivelato in quest’occasione) con il suo guitar work abilmente bilanciato tra rock e blues, un finger picking efficacissimo ed una voce degna del miglior Chris Cornell; pur col suo atteggiamento altezzosamente distaccato il nostro ha sciorinato una prova superlativa sia sui pezzi già citati ma anche nel medley di cover “Stand” (Poison), “You Can’t Save Me” (pezzo trainante del suo “Into The Black” del 2006) e “Shine” (Mr. Big).

Parte sicuramente alla grande un periodo autunnale pregno di concerti interessanti, quindi grazie The Winery Dogs per il succulento antipasto di stagione.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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